Quando ha capito che si trattava di una truffa era ormai troppo tardi. Il truffatore si era già dileguato. Ha visto, però, e segnato, a suo dire, la targa dell'auto su cui sarebbe salita proprio la persona che ha messo a segno il colpo.
È quanto raccontato, nell'aula di tribunale di Frosinone, una delle vittime delle truffe agli anziani per cui sono finiti a processo un trentottenne residente ad Alatri e una ventottenne campana. Ascoltata ieri mattina una settantaquattrenne di Alatri. Si torna in aula il prossimo 2 aprile per sentire i testi.

La ricostruzione
Le vittime dei raggiri sono una novantaduenne di Ceccano, una ottantunenne di Supino e una settantaquattrenne di Alatri. Tutte ingannate, secondo le accuse, fingendosi nipoti.
Dalla supinese e dall'alatrense sono riusciti a farsi consegnare circa 500 euro. Colpo fallito, invece, a casa della ceccanese. Quest'ultima è deceduta nel corso del processo.
Tutte e tre le parti offese si sono rivolte all'avvocato Antonio Ceccani. Sotto accusa, sono finiti come detto, il ciociaro e la giovane campana. Devono rispondere di truffa.

Dalla donna di Patrica e dall'altrense, i due sarebbero riusciti a farsi consegnare circa 500 euro. Colpo fallito, invece, a casa della ceccanese. Non si esclude che possano aver messo a segno o tentato truffe anche ad altri anziani del capoluogo e di altri paesi della Ciociaria.
A novembre 2022 in concorso tra loro, il trentottenne e la ventottenne avrebbero raggirato l'anziana di Alatri. Qualificandosi come il nipote, le è stato detto che a breve sarebbe arrivato un corriere per la consegna di un computer portatile. Alla donna è stato consegnato un pacco, pagato con 500 euro. Pensava contenesse il computer, invece c'erano soltanto cartacce. Ma solo quando il truffatore è andato via ha capito il raggiro.

Ieri ha raccontato di essere riuscita a prendere la targa della macchina perché aveva capito che potesse trattarsi di una truffa.
Cartacce trovate anche nel pacco consegnato con l'inganno a una ottantenne di Patrica, altra vittima dei due. La donna è stata contattata telefonicamente dal finto nipote e ha consegnato 450 euro per un cellulare inesistente.
Non hanno, invece, raggiunto il loro intento per cause indipendenti dalla loro volontà, ai danni dell'anziana di Ceccano.
Scoperte le truffe i due sono finiti così nei guai per truffa. Due delle vittime si sono rivolte all'avvocato Antonio Ceccani.