Orazio Capraro decade dalla carica di sindaco di Villa Santa Lucia per via di un contenzioso con l'ex primo cittadino Antonio Iannarelli e il consigliere di minoranza Giuseppe La Marra. Con un ricorso depositato a luglio scorso il giudizio è partito per ottenere la sua decadenza ai sensi dell'art. 70 del d.lgs. n. 267/2020, anche se la sentenza, di quale giorno fa, non è esecutiva.

Eletto nella tornata elettorale del maggio 2023, si è visto convalidare la proclamazione con delibera del consiglio comunale «mentre persisteva - si legge nel dispositivo - l'illegittimità del provvedimento in virtù della pendenza, dinanzi al Tribunale di Cassino, di un procedimento civile nel quale la precedente amministrazione aveva chiesto la condanna al risarcimento dei danni (pari in tutto a 140.139 euro) derivanti da ritardi commessi in veste di responsabile del Servizio Tecnico e Lavori Pubblici dell'ente nella gestione di appalti finalizzati alla messa in sicurezza di una scuola elementare e media ubicata in località Piumarola e alla realizzazione di una pista ciclabile esterna al perimetro urbano della cittadina».
Ad avviso dei ricorrenti «la non manifesta infondatezza delle ragioni addotte dal Comune di Villa Santa Lucia nell'ambito di quel contenzioso, tuttora in corso, sarebbe stata in contrasto con l'assunzione della carica da parte del neo sindaco in applicazione dell'art. 63 del d.lgs. 267/2000».

Capraro, dal canto suo, «ha eccepito che l'iniziativa processuale assume connotati tanto arbitrari, pretestuosi e persecutori da integrare i presupposti individuati dalla giurisprudenza di legittimità per escludere l'applicazione della causa di incompatibilità», si legge nel dispositivo di sentenza. Ma il Tribunale ha reputato la domanda fondata.
Per i giudizi la causa d'incompatibilità per lite pendente può essere esclusa - tra gli altri motivi - se viene accertato il carattere pretestuoso della lite (inteso come artificiosa e maliziosa creazione di una situazione di fatto diretta a danneggiare il candidato) con evidenza ed inequivocità. Presupposti che non ricorrono secondo i giudici Massimo Pignata, Michela Grillo e Virgilio Notari. Dunque, il ricorso non è pretestuoso e la convalida della proclamazione in consiglio illegittima dal momento che pendeva un giudizio.

La condanna
Così il Tribunale di Cassino ha dichiarato, nei giorni scorsi, Orazio Capraro decaduto dalla carica di sindaco e condannato al pagamento in favore di Antonio Iannarelli, Giuseppe La Marra e di altri ricorrenti degli oneri di giudizio, stimabili in 2.800 euro, oltre ad altre spese. Ma la sentenza è sospesa. La decadenza subentra soltanto dopo 30 giorni ma in caso di mancata impugnazione in Appello. In questa circostanza verrebbe nominato un commissario dalla prefettura e si tornerebbe alle urne alla prima occasione elettorale. Ma il sindaco ha già annunciato di voler ricorrere al secondo grado di giudizio che sospende l'efficacia esecutiva della sentenza. Sulla sua pagina social Orazio Capraro ha così commentato: «Il Tribunale di Cassino con sentenza comunicata in data odierna ha dichiarato la mia decadenza dalla carica di sindaco del Comune di Villa Santa Lucia perché sono parte di una causa risarcitoria con il Comune che l'allora sindaco Iannarelli intentò contro di me. Rispetto ovviamente la decisione che tuttavia non condivido, perché - a mio avviso - erronea e contro la quale proporrò appello.
Vorrei rassicurare la cittadinanza che il sottoscritto e l'amministrazione - democraticamente eletta dai cittadini - continuerà tranquillamente a operare, visto che, con l'appello, sino alla decisione definitiva la esecutività della sentenza è sospesa. Un'azione che non ferma la mia volontà di cambiamento e di rilancio del nostro paese. Sono stato scelto con un voto plebiscitario da voi cittadini e non da un tribunale».