Inchiesta "Sisma bonus", un'altra lunga e complessa battaglia in aula: a dominare anche l'udienza di ieri sono state le eccezioni sollevate dalle difese: a tenere banco, la questione della competenza territoriale. Prima, però, il giudice per l'udienza preliminare ha sciolto la riserva sulle istanze già presentate: rigettate le richieste di costituzione come parte civile per Asl e Comune di Pontecorvo. Accolte quelle degli acquirenti - ben oltre la decina - degli appartamenti dell'ex mercato coperto di cassino; la richiesta del Comune di Cassino e di Tommaso Marrocco.

L'indagine, lo ricordiamo, era partita dalle dichiarazioni durante un'assise del 2020 del sindaco Enzo Salera su un presunto tentativo di pilotare un appalto per l'efficientamento energetico della città. Dietro questa esternazione, che diede il via alle indagini, una situazione affatto semplice. Non sarebbero mancate tentate manovre politiche per creare un gruppo consiliare autonomo in seno alla maggioranza, in grado di condizionarla: a offrire questa ricostruzione agli inquirenti era stato proprio il consigliere Tommaso Marrocco, eletto nelle liste del Pd nel 2019, all'epoca dei fatti presidente della Commissione dei lavori pubblici (ora parte offesa nel procedimento). E implicato nell'altra inchiesta, quella sulle firme false.

Ma questo è solo il punto di partenza: nell'inchiesta "madre" erano confluite tante mini-indagini condotte dalla Finanza. Dal primo filone - aperto sull'ipotesi di pilotare l'appalto - ne sarebbe "spuntato" un secondo legato all'ex mercato coperto e alle pubbliche erogazioni per il sisma bonus, filone che ha coinvolto l'ex consigliere comunale di Cassino e imprenditore Salvatore Fontana, insieme all'ex presidente della Regine Molise Paolo Di Laura Frattura. Nell'inchiesta anche l'imprenditore di Cesena Stefano Amadori per una ipotesi corruttiva nell'affidamento dei lavori, che aveva poi coinvolto anche il sindaco Rotondo per un presunto "patto" volto a favorire (per l'accusa) una ditta locale. Con il divieto di dimora non esecutivo.

Provvedimento che la Cassazione, prima di Natale, ha annullato senza rinvio. E non era mancata neppure un'ipotesi di peculato per la somministrazione del vaccino anti Covid. Proprio la posizione di Delicato, operatore sanitario accusato di aver somministrato in maniera indebita una dose di vaccino - su richiesta della difesa - è stata stralciata: verrà discussa in abbreviato, condizionato all'escussione di quattro testimoni (infermieri, dipendenti della struttura sanitaria e un farmacista) il 21 e il 28 febbraio.

La competenza territoriale
A tenere banco ieri mattina sono state le eccezioni sollevate dalle difese - gli avvocati Pappadia, Salera, Marandola, Ricamato, Prencipe, Camera e Corsetti per le differenti posizioni - sulla competenza territoriale. Ai quali molti legali si sono associati. Per alcuni avvocati il radicamento del processo dovrebbe avere luogo a Napoli, dove è già pendente - nei confronti di un altro soggetto accusato di un reato connesso a uno dei filoni rilevati - un procedimento: per gli avvocati questa sarebbe la prima notizia di reato. Stessa considerazione fatta dalle difese di altri imputati - sedici in tutto, chiamati a rispondere di ipotesi diverse - tale da indicare come tribunale competente quello di Roma. Per altri difensori ancora - in base a quanto già stabilito dal Riesame per il filone aperto sull'ipotesi di riciclaggio (che si era già espresso sulle misure cautelari) - la competenza sarebbe invece quella di Campobasso. Tutti hanno aderito all'ipotesi di richiedere il rinvio alla Corte di Cassazione, chiamata a decidere sulla competenza in base a quanto disciplinato dal nuovo articolo 24-bis Cpp introdotto dalla riforma Cartabia. Il giudice scioglierà le riserve venerdì prossimo, poi si tornerà in aula il prossimo 8 marzo e 5 aprile per le discussioni davanti al gup.