Ha confermato l'aggressione e gli insulti razzisti di cui sarebbe stato vittima a fine 2021 un giovane della Guinea. Era con lui quando la sera del 21 dicembre si è verificato l'episodio per cui sono finiti a processo sei ferentinati, cinque accusati di lesioni e un sesto con l'aggravante dell'odio razziale.

Nell'udienza di ieri, nel tribunale di Frosinone, sono stati ascoltati due testi. Un testimone oculare ha confermato gli insulti e il pestaggio, un secondo teste ha sostenuto di aver visto da lontano l'aggressione e di aver udito le urla, ma non gli insulti essendo a una distanza che non gli ha permesso di comprendere bene le parole pronunciate. Si torna il aula il prossimo 28 febbraio per sentire altri tre testi.

La ricostruzione
«Sporco negro, vattene». Questa una delle frasi che sarebbe stata rivolta a un ventunenne della Guinea, pestato a sangue a pochi giorni dal Natale del 2021, nel centro storico di Ferentino. Aggressione per cui sono finiti a processo sei ferentinati, tra i ventuno e i cinquantanove anni di età. Lo scorso novembre il racconto in aula della vittima. Ha raccontato del pestaggio e degli insulti razzisti ricevuti, sostenendo che quelle frasi lo avrebbero ferito ancor di più dei calci e dei pugni ricevuti. Stando alle accuse il giovane stava camminando sotto i portici quando sarebbe stato raggiunto alle spalle da uno degli indagati, un trentenne, il quale aveva chiesto al ventunenne di bere dalla bottiglia di birra che teneva in mano e sarebbe arrivato anche ad insultarlo esprimendo odio razziale nei suoi confronti per poi finire per avere un contatto con il ragazzo. Lo avrebbe colpito con un pugno. Sarebbero poi arrivati gli altri ragazzi di ventiquattro, ventidue e ventuno anni, i quali lo avrebbero preso a calci e pugni. Successivamente il giovane sarebbe stato colpito da un cinquantanovenne. Lo avrebbe colpito con due calci alla testa e uno al volto. La vittima si è rivolta all'avvocato Antonio Ceccani.