Una convivenza come tante. Fino a quando lei non decide di attivare il codice rosso. E denuncia l'ormai ex convivente che, nel frattempo, era andato via di casa.
Ieri si è aperto davanti al tribunale di Frosinone, in composizione collegiale, il processo a un quarantenne accusato dei reati di violenza sessuale, lesioni aggravate, maltrattamenti in famiglia ed estorsione. Le parti hanno chiesto l'ammissione delle prove e indicato i testi che andranno sentiti a partire dalla prossima udienza che sarà dedicato all'ascolto della persona offesa, costituitasi parte civile, già in sede di udienza preliminare, con l'avvocato Antonella D'Annibale. L'uomo, dal canto suo, difeso dall'avvocato Enrico Pavia respinge le accuse.

Gran parte dei fatti oggetto delle indagini risalgono alla primavera-estate del 2022. Secondo la denuncia della donna, l'uomo si era allontanato di casa ed era assente da qualche mese. Ma, di tanto in tanto, ritornava. Ed è in quei frangenti che avrebbe messo in atto una condotta violenta, secondo quanto ipotizzato dalla procura. A fine estate, ormai esasperata da una situazione non più sostenibile, la donna chiede aiuto e presenta una querela. Parla di maltrattamenti in famiglia, azioni violente che sarebbe stata costretta a subire e, perfino, di una violenza sessuale risalente a due anni prima. Viene attivato il codice rosso e la donna, con i suoi bambini, viene ospitata in un centro antiviolenza, protetta per garantirle un percorso sicuro.

Nell'atto d'accusa la donna descrive condotte violente dell'uomo. Nello specifico fa riferimento a due episodi in cui sarebbe stata picchiata in casa. Poi segnala anche un'estorsione, per dei soldi che l'uomo avrebbe preteso indietro. Racconta che lui le dava i soldi per fare la spesa, quindi, dopo aver litigato, qualche giorno dopo li richiedeva indietro. Ma non solo. La donna ha denunciato che l'ex avrebbe portato via con sè una somma, quantificata in circa 12.000 euro, derivante dall'attività lavorativa. Risparmi di famiglia sui quali si sarebbe esteso lo scontro tra i due. E poi c'è la violenza sessuale con la donna che accusa apertamente l'uomo di averla costretta senza il consenso. Dal canto suo, l'imputato respinge le accuse. Lo fa sostenendo che la donna si sia voluta vendicare per la fine della relazione in quanto l'uomo, in quel periodo, si sarebbe riavvicinato a un'ex fidanzata che aveva ripreso a frequentare.

Nel frattempo, la denuncia presentata dalla donna, grazie anche all'attivazione del codice rosso, ha fatto il suo corso. È approdata in udienza preliminare con il gup che ha rinviato a giudizio il quarantenne. Quindi l'apertura del procedimento davanti al collegio penale presieduto dal giudice Antonio Ruscito. Starà ora al tribunale, sulla base dell'attività che sarà condotta in aula a partire dalla prossima udienza a stabilire se le condotte descritte nel capo d'imputazione integrano dei reati.