Dopo ben 50 anni è stata riaperta a pedoni e ai turisti la via del Pellegrino. Si tratta della vecchia strada pedonale che conduce dal quartiere Pontegrande alla chiesa di Sant'Antonio Abate, evitando così la strada principale. Circa 250 metri di via che era tenuta nascosta dai rovi e dalla vegetazione. Essa accompagna fin su il Colle del Fico, dove sorge il monastero della metà del XIII secolo (1260-70) ad opera di Pietro del Morrone, il futuro Papa Celestino V. Le prime decine di metri hanno il pavé cementato e la carreggiata è più ampia, fino alle prime abitazioni. Poi, dopo il restringimento, percorso sterrato per l'altra metà.

Il Comune, sollecitato dal comitato Pontegrande e dalla prepositura di Sant'Antonio Abate, ha provveduto recentemente ad effettuare i lavori di sistemazione e alla messa in sicurezza, quindi alla riapertura dell'arteria che resterà pedonale. Il tragitto, oltre a prestarsi alle esigenze dei residenti dei quartieri Pontegrande e Sant'Antonio Abate, sarà a servizio del turismo religioso. I parcheggi pubblici del palazzetto dello sport fungeranno da area di sosta per i mezzi e da lì, a piedi, si potrà salire verso l'eremo.

La mulattiera che conduceva all'abbazia venne abbandonata dopo la realizzazione della più moderna arteria viale Aldo Moro, per il traffico di auto. Via del Pellegrino fu meta di pellegrinaggi e fonte di devozione popolare per onorare le spoglie di Celestino V, che per volontà di Bonifacio VIII, suo successore, furono accolte tra le mura del monastero per oltre un trentennio. La chiesa venne retta dall'ordine dei Celestini dal XIII al XVII secolo. Domenica, la via sarà già molto frequentata in occasione della benedizione degli animali a Sant'Antonio.