Vertenza De Medici, riunione in Regione. Mentre ci si prepara venerdì ad attraversare il cuore della città martire per ribadire l'importanza di salvare 313 posti di lavoro - tra cartiera e indotto - in Regione si cerca la quadra per salvaguardare occupazione e ambiente. Ha avuto luogo proprio ieri la riunione voluta dai consiglieri regionali Maura e Savo in sinergia con l'assessore all'ambiente Palazzo, presente all'incontro: fondamentale, infatti, in questa fase trovare una formula che tenga in perfetto bilanciamento la tenuta occupazionale di un territorio con la salvaguardia dell'ambiente. Presenti alla riunione anche l'onorevole Pulciani, il capo di Gabinetto Pisano e il dirigente del settore Ambiente, Consoli.

«Siamo fiduciosi in una risoluzione positiva» spiega il consigliere Daniele Maura a margine dell'incontro. «Come Regione Lazio abbiamo messo a disposizione tutti gli strumenti necessari affinché lo stabilimento Reno De Medici di Villa Santa Lucia possa evitare la chiusura. La nostra priorità è la salvaguardia dei posti di lavoro e la ripresa della produzione, secondo le norme di legge. Stiamo quotidianamente monitorando la situazione per arrivare alla soluzione nel più breve tempo possibile» ha aggiunto Maura, vice capogruppo FdI Regione Lazio.

Intanto, mentre a Roma si ragiona su quali strade intraprendere, le telecamere Rai del Tgr Lazio sono arrivate fuori dai cancelli dello stabilimento per capire lo spirito con cui ci si sta preparando alla manifestazione di venerdì. Nel servizio di Lazzaro Pappagallo sono andate in onda le interviste a Pasquale Legnante, segretario Fistel Cisl Lazio; a Patrizia Fieri, segretario generale Slc Cgil Frosinone; a Marco Colasanti, segretario Ugl Chimici Frosinone e a Leonello Terrinoni, segretario generale Uilcom Frosinone.

«Stanno giocando sporco - ha denunciato proprio Terrinoni ai microfoni Rai - E lo stanno facendo sulla pelle di 300 famiglie». «I tempi stringono, non possiamo più permetterci di perdere altro tempo» ha ribadito Legnante. «Parliamo di un'azienda sana, che svolge anche un'importante funzione di riciclo della carta di tutto il territorio» ha aggiunto Fieri. Poi, affatto secondario, il problema di una ricollocazione nel mondo del lavoro per i 313 dipendenti, se la chiusura non fosse scongiurata. «Molti lavoratori hanno più di 50 anni e la loro ricollocazione non sarebbe facile» ha aggiunto Colasanti. I sindacati sono pronti alla mobilitazione.