In tanti hanno raggiunto la sala parrocchiale di Casamari già dalle prime ore di ieri, per un ultimo saluto e per stringersi attorno ai suoi cari, alla moglie, ai figli, ai nipoti.
«Da oggi gli arcobaleni saranno più colorati»; «Buon cielo maestro e dipingilo fino all'ultimo colore»; «È volato in cielo silenzioso e sulle ali dei suoi colori il maestro pittore».
Da quando si è appresa la notizia della sua scomparsa, molte persone hanno voluto ricordarlo con foto, messaggi, dediche, aneddoti. E tanti anche ieri hanno voluto portare l'ultimo saluto a un grande artista, Luigi Centra.

I funerali del settantasettenne sono stati officiati da don Sante nell'abbazia di Casamari. Le note musicali sono risuonate con il violino di Ilenia Lombardi. Sulla bara la foto che ritraeva l'artista, la tavolozza dei colori e il ricordo dell'ultimo grande evento 2023 a Casa Barnekow ad Anagni per i 60 anni di Pop Art. Accanto alla bara il leggio con il cappello e una grande foto che lo ritrae con il cavalletto da aprire sulle dune di Sabaudia.

Al termine della celebrazione emozionante il momento in cui le figlie del maestro hanno lasciato volare due colombe bianche in segno di amore e pace, tra applausi e molti volti rigati dalle lacrime.
Nativo di Carpineto Romano, vissuto a Veroli tra l'antico palazzo degli Antoniani e la bottega d'arte di Porta Romana, Luigi Centra negli anni '70, inizia a diventare esponente della scuola Pop Art italo-americana.

«Di lui ricorderanno i libri e le enciclopedie dell'arte, i musei e gallerie di arte moderna in tutti i cinque continenti, i tanti artisti che lo hanno incontrato e conosciuto in Italia e nel mondo, le persone che hanno gioito della sua stima ed amicizia, la sua famiglia sempre portata nel cuore - il ricordo dell'amico Nello Di Giulio - Luigi Centra, accanto all'incolmabile vuoto in tutti coloro che l'hanno conosciuto, lascia uno straordinario patrimonio di coraggio, di arte e di umanità che continuerà a vivere oltre il tempo di una vita».

Come resteranno le sue opere, le tante che ha donato anche a vari enti, ospedali, amministrazioni comunali, tra cui anche Monte San Giovanni Campano i cui amministratori hanno ricordato «i suoi lavori adornano la nostra biblioteca» e Veroli «nel 2016 decise di donare delle opere al nostro comune per una installazione permanente visibile ai piani dell'ufficio cultura del nostro ente - ha scritto la presidente del Consiglio Cristina Verro. Con il suo gesto, mi spiegó, intendeva "pervadere di arte la città"». Gesti di altruismo che la sua famiglia ha condiviso anche attraverso l'ultimo saluto del loro caro facendo scrivere sul manifesto funebre "non fiori, ma opere di bene".