È passato troppo tempo, più di due anni, dall'ultimo intervento e la recinzione del "mostro" ormai viene giù a pezzi. In via Buozzi è stata segnalata la presenza del pericolo. E si riaccende la polemica sull'incompiuta dell'ex centro Tomassi che da decenni nessuno riesce a sbrogliare.

«È davvero un peccato che dall'insediamento della nuova amministrazione la situazione sia ferma - dice l'ex sindaco Roberto De Donatis - Non hanno voluto proseguire sulla strada della rigenerazione urbana con le delibere fatte dalla mia amministrazione che aveva aperto la possibilità di una rilegittimazione del vecchio Pru attraverso l'adesione ai principi della legge sulla rigenerazione urbana, e quindi ad aprire ad operatori privati che avevano mostrato interesse per la ristrutturazione del complesso immobiliare, anche con l'adesione al programma urbanistico della mia amministrazione per realizzare un edifico scolastico per circa 700 alunni, in ragione anche della riforma degli istituti comprensivi realizzando un unico edifico che raccogliesse tutte le scuole medie. Si parlava di un edificio nuovo, antisismico, e c'era l'adesione a questo programma urbanistico. Oggi stanno ancora discutendo in merito alla proprietà, affidando incarichi legali dopo che l'avevamo già fatto noi. Nel 2018, con una perizia legale, era stata fotografata la situazione, sicuramente complessa ma risolvibile, anche perché c'era la possibilità di aderire ai bonus che oggi sono stati tolti. Tutto questo, a causa della passività e dell'inerzia dell'attuale amministrazione comunale, è andato perso. A questo punto ritengo che sia difficile prevedere un futuro di risanamento urbanistico di quell'area, anche perché i fondi pubblici di un ente locale non possono assolutamente affrontare una problematica di questa portata, visti proprio gli importanti fondi da mettere in campo».

De Donatis lo definisce «un disastro annunciato». E conclude: «Ricordo a tutti quando noi parlavamo di rigenerazione urbana in campagna elettorale mentre gli attuali amministratori presentavano progetti di demolizione con iter che non sono in grado di mettere in campo perché il bene è privato».