Pasquale Angelosanto, ex generale del Ros originario di Sant'Elia Fiumerapido è stato nominato da Giorgia Meloni capo della task force contro l'antisemitismo. Una personalità illustre, che si è sempre distinta lungo la Penisola: ha passato la sua vita a combattere le mafie e il terrorismo. Il generale di corpo d'armata, 75 anni, è stato comandante del Raggruppamento operativo speciale dei carabinieri fino al luglio scorso: l'ultimo anno in servizio è stato il più intenso, con i suoi uomini e con i magistrati della procura di Palermo ha arrestato il superlatitante Matteo Messina Denaro, il boss condannato all'ergastolo per le stragi del 1992-1993, ricercato da trent'anni.

La nomina
Il prefetto Pecoraro si è dimesso per ragioni personali dal suo incarico di coordinatore nazionale per la lotta all'antisemitismo, «siamo in procinto di nominare il generale Angelosanto, già capo del Ros», una figura «molto autorevole per occuparsi di questa materia», ha detto la premier Giorgia Meloni durante la conferenza di fine anno.
Il generale ha sempre rappresentato un orgoglio per tutto il territorio che ha seguito, passo dopo passo, il suo operato. E ora un ulteriore motivo di vanto.

L'operato
Nel 1979 entra nell'Accademia Militare di Modena e tra il 1987 e il 1992 è comandante del Nucleo Operativo del Gruppo Napoli II: importanti e decisive le sue indagini sulla camorra dell'area vesuviana. Nel 1992 l'arresto del boss latitante Carmine Alfieri.
Più avanti a Roma si occupa di terrorismo interno e di criminalità organizzata nel Lazio, seguendo le indagini sugli omicidi del professor Massimo d'Antona e del professor Marco Biagi e nel 2005 viene promosso Colonnello.

Tra il 2009 e il 2012 è comandante provinciale di Reggio Calabria, dove raggiunge importanti risultati nel contrasto alla ‘ndrangheta.
Lavoro preciso e puntale contro le cosche.
Dal 2017 al 2023 è stato comandante del Raggruppamento Operativo Speciale (Ros): sotto la sua direzione la cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro.