Aveva trovato da poco una occupazione a Formia, come meccanico. Poi quel maledetto impatto sulla Cassino-Formia con un mezzo pesante, all'altezza di Pignataro. Per Alessio Veseli, 22 anni residente a Cassino, non c'è stato scampo. Il conducente dell'autocarro illeso, ma sotto choc. Il giovane invece è morto sul colpo, tra le lamiere della sua Alfa Mito a maggio del 2021. Le prime luci dei soccorritori, ancora una volta proiettati come missili sulla Cassino-Formia, sono state notate poco dopo le 6.30.

L'auto del giovane era già un ammasso di lamiere accartocciate. A pochi passi il mezzo pesante proveniente da Formia. Quando i vigili del fuoco del Distaccamento di Cassino e gli operatori del 118 sono giunti sul posto insieme ai carabinieri hanno capito al primo sguardo la gravità della situazione. Per Alessio, che stava raggiungendo Formia dove da poco aveva trovato lavoro come meccanico, non c'era già nulla da fare. Nato a Pontecorvo da genitori albanesi, cresciuto a Cassino, studente all'Itis Majorana, residente nella città martire - in via Rossini - Alessio aveva nel cassetto una valanga di sogni da realizzare. E con il nuovo lavoro, anche quella marcia in più per iniziare a percorrere la lunga strada che lo avrebbe reso un uomo. Un ragazzo sensibile, educato, pieno di vita, come ricordato dai suoi tanti amici. Poco dopo le 6.30 del maggio 2021, invece, l'imponderabile. A più di due anni da quel tragico evento, dopo la richiesta di archiviazione della procura, la famiglia di Alessio non si arrende e va avanti per conoscere con esattezza le cause del prematuro decesso del ragazzo.

Le indagini e la battaglia
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, in base a quanto stabilito dalle indagini, l'Alfa Mito di Alessio invase la corsia opposta. E in un primo momento si disse che la causa del sinistro fosse una distrazione dovuta all'utilizzo del cellulare. Ipotesi questa affatto condivisa dalla famiglia. Ecco perché la madre, attraverso l'avvocato Franco Cionfoli, ha presentato opposizione alla richiesta di archiviazione. E successivamente, dopo l'ordinanza di archiviazione da parte del gip, ben tre istanze di riapertura indagini, sostenendo di essere anche disposta a riesumare il corpo del ragazzo per ulteriori accertamenti, poiché inspiegabilmente - come sostenuto dalla difesa - non venne eseguita l'autopsia. In sostanza, in base a quanto ricostruito dal consulente di parte, il dottor Cristian Franciosi, il giovane non avrebbe affatto utilizzato il telefono (un iPhone) nei minuti che hanno preceduto l'impatto. Il consulente ha infatti esaminato tutte le attività del cellulare della vittima: dallo studio eseguito sui cosiddetti "file di log", ha affermato come questo traffico - che si attiva, spiega, anche per la ricezione di un messaggio o per l'aggiornamento in background - sia risultato attivo nei momenti precedenti al decesso, avvenuto alle 6.37 (così come rilevato dal sistema satellitare a bordo dell'autovettura di Alessio), ma anche in quelli successivi alla sua morte. La procura non ha valutato profili di responsabilità nei confronti del conducente del mezzo pesante e ha richiesto l'archiviazione. Ma la famiglia del ventiduenne attraverso l'avvocato Cionfoli ha insistito e insiste nella richiesta di riapertura delle indagini in base a due elementi: la consulenza tecnica di parte, utile nella ricostruzione scientifica del sinistro, e la consulenza sul cellulare della vittima che avrebbe escluso la distrazione al volante.