Solo due aziende hanno certificato la "dop" del Peperone di Pontecorvo. Un numero arrivato ai minimi storici se si pensa che qualche anno fa queste aziende erano ben 18.
Una situazione complessa su cui il mondo istituzionali si sto confrontando sempre di più per riuscire a trovare le giuste risposte per contrastare il rischio, sempre più concreto, di perdere quel marchio d'eccellenza che ha reso celebre e importante il peperone.

Nei giorni scorsi, durante un convegno che si è tenuto nella sala consiliare del Comune di Pontecorvo, il consigliere comunale delegato all'agricoltura Gaetano Spiridigliozzi ha lanciato la proposta di istituire un tavolo tecnico su questo argomento con la partecipazione di tutti gli attori del territorio interessati.
Un ragionamento collettivo per individuare risposte e progetti da mettere in campo sia come azione di supporto ai produttori che come attività di tutela.
Sull'argomento è intervenuto anche il sindaco di Pignataro Interamna Benedetto Murro. Il suo Comune rientra tra quelli che sono inseriti nel disciplinare di produzione del peperone dop.

«La scorsa estate abbiamo organizzato un convegno sul territorio e da quell'incontro, grazie anche alla presenza di agrotecnici, abbiamo avuto una serie di indicazioni su azioni e attività di supporto alla produzione - ha affermato il primo cittadino di Pignataro Interamna Benedetto Murro - È chiaro che chi decide di avviare questo tipo di produzione deve avere anche una serie di incentivi e di informazioni che sono necessari, soprattutto in questo mercato globale che è sempre più difficile. Come amministrazione comunale siamo assolutamente disponibili a partecipare a qualunque iniziativa necessaria per proteggere questo importante marchio».
E sull'istituzione del tavolo tecnico ha aggiunto: «Siamo assolutamente favorevoli, possiamo anche individuare come Comune la personalità migliore e con le competenze giuste per partecipare e portare il giusto apporto».