Il comando carabinieri per la tutela della salute, di concerto con il ministero della Salute, ha intensificato i controlli sui prodotti dolciari tipici che arricchiranno in modo significativo le tavole in occasione delle imminenti festività natalizie.
Gli accertamenti, estesi a livello nazionale a tutte le fasi di produzione, distribuzione e vendita al dettaglio, hanno interessato sia le attività a livello artigianale che industriale.

In provincia di Frosinone sono state controllate 18 attività di cui 12 non conformi. Quindici in tutto le violazioni amministrative contestate, per un ammontare di 12.000 euro, per le carenze igienico-sanitarie e strutturali, la non corretta applicazione delle procedure di autocontrollo Haccp e alla mancata tracciabilità degli alimenti.

In particolare nel corso di un controllo eseguito presso un esercizio di vendita al dettaglio, venivano sottoposti a sottoposti a sequestro amministrativo circa 130 kg di alimenti vari, rinvenuti all'interno di un deposito in parte privi di documentazione attestante la tracciabilità ed in parte con data di scadenza o TMC oltrepassato, non ottemperando pertanto alle previste procedure di autocontrollo. Contestata sanzione amministrativa di 2.000 euro.

In un bar pasticceria di Aquino, l'ispezione si è conclusa con il sequestro amministrativo circa 45 chilogrammi di alimenti vari in quanto privi di qualsivoglia informazione attestante la tracciabilità, elevando contestualmente una sanzione amministrativa di euro 1.500.

In un bar pasticceria di Ceccano, invece, sono stati sottoposti a sequestro amministrativo circa 120 chilogrammi di alimenti vari, per mancata attuazione delle procedure di autocontrollo. Contestata sanzione amministrativa di 2.000 euro.

Infine, a conclusione del controllo nella pasticceria operante di Ceccano, dopo aver riscontrato gravissime carenze igienico-sanitarie e strutturali, è stata inoltrata una specifica segnalazione al dipartimento di prevenzione dell'Asl di Frosinone che ha disposto la successiva sospensione dell'attività. Contestata, inoltre, una sanzione amministrativa di 1.000 euro, mentre il valore della struttura sospesa ammonta a circa 500.000 euro.