Presunti maltrattamenti nell'asilo di via Zamosch, scontro in aula sui video. Come già accaduto nell'udienza precedente sono stati mostrati pezzi di filmati ai genitori dei bambini che avrebbero subito i maltrattamenti, contestati a due maestre dalla procura. Si tratterebbe di alcune parti delle riprese delle polizia - che aveva piazzato telecamere nascoste nell'asilo per 15 giorni dopo la denuncia di una mamma - mai mostrate finora. Da questi filmati, ognuno di pochi minuti, come sottolineato dalla difesa delle maestre sarebbero emersi chiari atteggiamenti amorevoli delle insegnanti con complimenti ai bimbi per i disegni colorati o vezzeggiativi: per gli avvocati Salera, Marandola e Cortellessa sarebbero infatti gli stessi video a mostrare nella loro interezza il corretto comportamento delle maestre.

Una forte dicotomia, dunque, con i pezzi di video contestati dalla procura in cui apparivano i maltrattamenti: urla, minacce, punizioni inaudite mentre i genitori erano sicuri di aver affidato a insegnanti qualificate i loro piccoli. I genitori ascoltati ieri alcuni in esame, altri in controesame, sono stati chiamati a riconoscere dapprima i propri figli. Come sottolineato dall'avvocato Marandola in udienza, nei video mostrati ieri, a differenza di quelli al centro delle contestazioni degli inquirenti sarebbero apparsi atteggiamenti positivi delle insegnanti nei confronti dei piccoli.
Incalzati dal giudice e dalle stesse difese i genitori hanno raccontato che prima che l'inchiesta fosse resa nota nessuno aveva sospettato di comportamenti simili.

Poi, però, una volta scoppiato il caso avrebbero ricollegato atteggiamenti "particolari" dei figli ai presunti maltrattamenti contestati dalla procura: «Mi si aggrappava alla gamba e piangeva. Già iniziava a piangere da casa» racconta un genitore, riferendo - però - di aver pensato solo dopo a una possibile correlazione con le contestate vessazioni. Bambini che diventavano violenti con i fratelli, utilizzando termini estranei al linguaggio familiare, piccoli che facevano la pipì a letto. Oppure che simulavano "punizioni": «Mia figlia a casa metteva le bambole a terra, con la testa sul pavimento e diceva: "devi state così" in modo perentorio» ha raccontato una mamma.

«Alcuni giorni piangeva che non voleva andare a scuola ma non ho mai pensato a quello - ha riferito in aula un altro papà, riferendosi ai maltrattamenti - era aggressivo ma noi non avevamo idea se fosse collegato o meno». «Nei pezzi di video che ho visto ho pensato che nell'asilo c'erano componenti non consoni» e riferisce, poi, di un colloquio con la dirigente dopo lo scoppio dell'inchiesta. «Lei disse di essere mortificata» aggiunge. Davvero molto delicate e complesse le testimonianze, che hanno messo in luce una forte contrapposizione. Si torna in aula il 17 aprile per ascoltare altri genitori dei piccoli.