Il Natale amaro per gli ex lavoratori di Videocolor ed Eurozinco, con questi ultimi che sperano nel ricavato della recente vendita. È trascorso ormai un altro anno, e per gli ex dipendenti di quella che era la multinazionale del cinescopio, aderenti a Vertenza Frusinate, soltanto promesse disattese e chiacchiere senza fondamento.

Gino Rossi non si sbottona, ma neppure riesce a contenere la delusione per gli impegni non mantenuti dalla politica, anzi dai politici che non avevano esitato a dichiarare "È tutto a posto". Gli ex lavoratori Videocolor, che avrebbero diritto al prepensionamento, avendo lavorato per anni a contatto con l'amianto, non riescono ad intravedere alcuna luce in fondo al tunnel… catodico.

Si erano impegnati in tal senso politici di ogni colore, ma nonostante un ordine del giorno votato dal parlamento all'unanimità, il tutto si è rivelata l'ennesima beffa elettorale. E pensare che il loro pensionamento farebbe risparmiare bei soldi alle casse dello Stato.
I 73 reduci della Eurozinco, avendo saputo della recente vendita del corpo principale del loro stabilimento ad un misterioso acquirente (si vocifera il nome della società turca che ha acquistato Siderpali e sta navigando a gonfie vele ma non ci sono conferme), sperano di poter ricevere a giorni le spettanze attese dal lontano 2015.

Di vendite ne sono state già effettuate diverse, sia di immobili che di costose materie prime, ma nonostante l'incasso di cifre rilevanti, agli ex lavoratori non è stato versato alcunché.
Nei forzieri della curatela sono entrati appena 2milioni e 800mila euro: sarebbe il caso di pensare finalmente a chi ha versato sudore nei reparti dove si lavorava duramente.
I lavoratori ricordano ancora una volta, con amarezza, le rassicurazioni ricevute per farli calmare e desistere da manifestazioni eclatanti: "Stiamo per vendere parti degli immobili, i primi soldi saranno per voi". Né i primi incassi, né i secondi e tantomeno quelli a seguire sono stati destinati ai 73 ex dipendenti. Che fosse la volta buona?