Caos ricoveri, pazienti nei corridoi del pronto soccorso di Cassino tra barelle e letti sistemati lungo le pareti per aspettare una dimissione. A volte anche per 24 ore o più. L'influenza stagionale, insieme al Covid che ha rialzato la testa, ha mandato in tilt i ricoveri. Poi il lunedì, con l'attesa delle dimissioni del weekend, la situazione è sempre più complessa. Ieri mattina poco dopo le 9.30 si contavano 37 pazienti presenti di cui 27 in attesa di un posto letto, con cinque professionisti - tra infermieri e Oss - pronti a destreggiarsi tra pazienti (anche non autosufficienti) e utenti da smistare per consulenze specialistiche.

In tarda mattinata, però, la situazione non era molto dissimile. Anzi. Il numero dei pazienti in attesa era salito a oltre 50, con 25 ancora in attesa di un posto letto e quattro in isolamento per Covid. Un trend in grado di dimostrare che - ben al di là dell'impegno innegabile di medici e infermieri - la questione è strutturale. E, in pieno inverno, critica. Una situazione di grave difficoltà non solo per i pazienti presenti, di cui molti anziani. Tra costoro anche persone più giovani e disabili: chi aveva bisogno di un prelievo, chi di qualcosa da bere in attesa di un responso, chi di un cambio di pannolone.

Intimità "violate" per necessità. Una situazione non diversa da molte altre vissute in Italia nello stesso periodo, ma non per questo meno grave. La criticità è apparsa evidente anche al personale presente: tutti pronti, in campo per garantire il massimo. Da una parte all'altra per aiutare i malati, alcuni anche con patologie più serie. Poi per smistarli e accompagnarli nelle visite specialistiche e ritornare di corsa tra quei letti sistemati lungo le pareti. Un aggravio, professionalmente parlando, molto serio.

Poi non deve essere dimenticata un'altra cosa: oltre ai ricoveri per conseguenze (affatto da sottovalutare) legate alla forte epidemia influenzale che in soggetti fragili porta a quadri clinici particolarmente complessi e oltre ai pazienti positivi al Covid - a loro volta con sintomi tali da ricorrere al pronto soccorso - ci sono i malori. E ci sono le urgenze. Come i feriti negli incidenti stradali, per fare un esempio su tutti.

Basti ricordare che il Santa Scolastica, per bacino di utenza, è la seconda struttura del basso Lazio servendo tre regioni e quattro province. Con un'autostrada tra le più trafficate e una rete di piccole e medie aziende importante: numeri che parlano da soli. Nella mattinata di ieri una riunione operativa tra i vertici della sanità per parlare anche del problema ricoveri: la questione è importante e nessuno deve sottovalutarla.