Natale amaro, anzi amarissimo per gli operai della cartiera Reno de Medici di villa Santa Lucia. Ieri riunione con i sindacati fuori dai cancelli per fare il punto sulla situazione: il silenzio sul recente vertice a Roma, aveva infatti spaventato a morte gli operai che ieri hanno chiesto chiarimenti ufficiali alle sigle Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom che si sono fatte carico delle preoccupazione di tutti i dipendenti.

Il futuro della cartiera si deciderà il prossimo 11 gennaio: è quella, infatti, la data in cui ci si incontrerà ancora per capire se siano stati fatti o meno i passi necessari alla ripartenza. Oppure se l'azienda dovrà prendere in seria considerazione la possibilità di chiudere i battenti. Poco meno di un mese, dunque, per conoscere la verità.

L'iter e le riunioni
Il vertice a Roma tra Regione, Arpa e azienda era stato definito "interlocutorio". Nessuna decisione presa, nessun avanzamento né "retrocessione" rispetto a quanto fatto finora. La cosa certa anche adesso è che occorrerà rincontrarsi per poter verificare quanto analizzato: l'impressione, stando alle pochissime indiscrezioni trapelate dopo il vertice a porte chiuse, era che la speranza di ripartire non sia stata abbandonata. Nulla però su tempi e modalità: due aspetti cruciali. E intanto è ancora attesa la richiesta di convocazione di un tavolo a Roma anche da parte dei sindaci del Cassinate, così come annunciato durante il confronto avuto in Provincia a fine novembre. La situazione, dunque, resta in stand-by. Cruciale la questione relativa all'iter dell'Aia, che resta sul tavolo.

I lavoratori dell'indotto
Ma non è tutto. Come emerso sempre nella riunione di ieri fuori dai cancelli dello stablimento di Villa Santa Lucia, la questione da affrontare è anche un'altra: la fine degli ammortizzatori sociali per gli operai e i dipendenti dell'indotto che scadono il prossimo 31 dicembre. Prima, dunque, della fine prevista per i lavoratori direttamente assunti dalla cartiera. I circa 300 operai coinvolti sono nel dettaglio 180 dello stabilimento di Villa Santa Lucia e poco meno di un centinaio dell'indotto. Occupati principalmente nella logistica. Ora dal 31 dicembre servirà capire - al netto della dichiarata impossibilità di accedere (almeno per le strade valutate finora) a un altro tipo di ammortizzatore - cosa fare. Una situazione che pesa.

Ecco l'importanza di poter "accelerare" e dare un impulso concreto alla ripartenza.
«La mia preoccupazione è forte per i lavoratori che ora affronteranno questo mese e questo Natale con tanta preoccupazione. Un mese che invece doveva essere di gioia in famiglia. Non nego la preoccupazione: spero che ognuno degli attori coinvolti nella questione si assuma le proprie responsabilità. Questo il nostri appello. Perché qui, ben sapendo l'importanza dell'attività della procura - ancora in corso - tutto è stato demandato all'organo competente. Quindi adesso l'auspicio è che si metta in campo ogni competenza possibile - ha commentato Patrizia Fieri, segretaria generale Slc Cgil Latina e Frosinone - per salvare tutti i posti di lavoro».