Viene contattato da quello che pensava fosse l'ufficio antifrode del suo istituto bancario, ma era truffa. Vittima un trentacinquenne di Ceccano il quale, scoperto il raggiro, ha presentato denuncia contro ignoti. Credendo che il suo conto fosse sotto attacco, ha seguito i "suggerimenti" di finti operatori, effettuando due pagamenti di 5.000 euro ciascuno. L'uomo si è rivolto all'avvocato Pietro Polidori.

I fatti
Prima ha ricevuto un messaggio, poi è stato contattato telefonicamente. Gli è stato detto che il suo conto è sotto attacco e che risultavano varie operazioni di pagamento anomale.
In realtà non era altro che un inganno (il cosiddetto phishing) dove il malintenzionato cerca di ingannare la vittima rappresentando una realtà distorta.
Il trentacinquenne, preso dal panico, si è affidato totalmente a quelli che poi si sono rivelati soltanto truffatori, che l'hanno indotto a fare due disposizioni di pagamento da cinquemila euro ciascuna.

Da qui, scoperta la truffa, è scattata immediatamente la denuncia e la segnalazione all'istituto bancario. Sembrerebbe che si sia riusciti ad individuare il conto dove queste somme siano poi confluite. Da capire se si tratta dell'agente o di un soggetto truffato a sua volta e di cui si sta utilizzando l'identità.
Lascia perplessi il fatto che i truffatori siano riusciti ad avere un primo contatto con la vittima percorrendo i canali ufficiali che l'istituto utilizzava per inviare segnalazioni ai propri clienti.

Questo ha indotto la vittima ad avere fiducia in chi lo stava contattando.
Le segnalazioni per questo genere di truffe sono quotidiane, negli ultimi anni sono aumentati i raggiri in tal senso. I truffatori sono sempre più abili nel mettere a punto le tecniche per rubare dati personali e bancari ai consumatori. Da parte dei consumatori, l'appello delle forze dell'ordine, serve uno sforzo ulteriore per essere ancora più attenti quando navigano su internet, quando ricevono alert via Sms o e-mail su presunti tentativi di frode.