Il generale scrittore Roberto Vannacci, fresco di nomina a capo di stato maggiore delle forze operative terrestri dell'Esercito, sarà ospite domani dell'Accademia Bonifaciana, l'ennesimo colpaccio del presidente Sante De Angelis. Dopo la sfilata di politici in Sala della Ragione, invitati per ricevere il "Premio Bonifacio" consegnato con riserbo, l'annuncio della presentazione del libro tanto discusso "Il mondo al contrario" (mercoledì 6 dicembre, alle ore 17) non poteva passare inosservato. Tanto più che il generale arriverà ad Anagni dopo che ieri gli è stata notificata un'inchiesta formale nei suoi confronti da parte della commissione costituita dopo le polemiche seguite alla pubblicazione del volume.

Le prime critiche hanno scatenato l'inferno, al pari dell'invito rivolto ai soldati ribelli dal Gladiatore Massimo Decimo Meridio. Lontani dal machismo, classico delle gerarchie militari e tanto caro fra le truppe e i graduati, gli intellettuali vicini alla sinistra stanno sfogando risentimento e livore verso un tomo che promette di diventare il best seller tra i regali sotto l'albero di Natale. Da «la Sala della Ragione aperta per questo scempio» a «uno spazio pubblico concesso a chi professa temi dichiaratamente discriminatori», i commenti si inaspriscono e si moltiplicano.

Sante De Angelis, promotore e organizzatore dell'evento, vola alto: «Uscito in sordina come opera auto-edita di un autore noto solo nell'ambiente militare, il libro ha conquistato gli onori delle cronache e in poche ore ha scalato le classifiche di vendita di Amazon, con oltre 230.000 copie, raggiungendo il primo posto in Italia». Aggiunge il presidente dell'Accademia Bonifaciana: «La pubblicazione di alcune frasi estrapolate ha suscitato la reazione isterica di gran parte della sinistra italiana; l'ho letto tutto, e certe idee più o meno condivisibili sono espresse senza offendere. Sconcerta che i benpensanti e i sostenitori delle libertà di costumi abbiano grosse difficoltà nell'accettare idee e pensieri diversi da quelli dominanti».

Ciliegina sulla torta, la recentissima nomina del generale Roberto Vannacci a capo di stato maggiore delle forze operative terrestri; un ruolo che la politica di governo minimizza con un poco convincente "non si tratta di una promozione". L'assessore Carlo Marino dice: «Chi è interessato, al libro o al caso editoriale, potrà venire ad ascoltarlo; chi non è interessato potrà fare altro, potrà anche criticare sia l'autore che gli organizzatori, ma nessuno dovrebbe gridare allo scandalo perché si dà la possibilità a qualcuno di raccontare la propria idea».
Viviana Cacciatori, di Sinistra italiana, commenta: «In un mondo in cui tutti possono pubblicare, emerge l'urgenza di una riflessione profonda su cosa significhi esercitare la libertà di espressione in un contesto digitale, in cui le parole possono diffondersi incontrollate. In un mondo in cui le parole possono generare divisioni, diventa essenziale interrogarsi su come equilibrare la libertà di opinione con l'etica e la sensibilità».

Interviene anche il Pd anagnino: «Al generale Roberto Vannacci è stato concesso un avanzamento di carriera che smentisce nei fatti i provvedimenti disciplinari annunciati dal governo Meloni, campione di affermazioni e immediate smentite. I cittadini di Anagni, in questo momento, hanno ben altro a cui pensare: il caro-vita, il costo delle bollette, dei carburanti, l'assistenza sanitaria, la casa, la sistemazione delle strade, non dei discorsi di odio e di discriminazione socio-culturale del generale".