Mai così tanti riflettori accesi intorno allo stabilimento ex Fca di Cassino. Un'illuminazione a giorno che prova a rischiarare il periodo buio che sta vivendo il settore dell'automotive. Tentativi vari, dalla politica locale a quella nazionale, passando per la Pisana, per rimettere in pista il comparto automobilistico, arenato nelle sabbia mobili del mercato post-Covid come pure nei ritardi accumulati sul fronte della transizione dal motore termico all'elettrico.

Niente colori politici
Anche i "colori" politici svaniscono, almeno quelli della Pisana: ieri mattina lo ha dimostrato il consiglio regionale del Lazio che ha approvato un ordine del giorno unitario per il rilancio e lo sviluppo del sito industriale cassinate.
L'assemblea ha dichiarato il proprio impegno in un percorso di salvataggio e di rilancio della fabbrica in una totale unanimità dei presenti alla seduta straordinaria presieduta da Antonello Aurigemma.

La "concretezza"
Parlare o parlarsi addosso non serve più. Concretezza è stata la parola chiave, in filigrana. Lo si è visto dal dispositivo che include sia una relazione periodica della Giunta al consiglio regionale sull'attività del tavolo istituito dal ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, sia la convocazione di un tavolo tecnico regionale a Cassino per il rilancio industriale di tutta l'area.

D'Amato primo firmatario
Un dibattito importante, con tanto di ringraziamento alle forze di maggioranza, nelle parole di Alessio D'Amato (Insieme per il Lazio - Azione), primo firmatario della richiesta di Consiglio straordinario: «Proprio da oggi lo stabilimento Stellantis chiuderà per 40 giorni - ha ribadito - e alla ripresa la produzione avverrà su un unico turno, già annunciati dall'azienda 805 esuberi. La prospettiva di rilancio legata all'elettrico è nebulosa. Serve una voce unitaria della Regione Lazio».
Ieri, a inaugurare il mese di dicembre, infatti, c'è stato un giorno poco "festivo" per il territorio: l'inizio del lungo stop che riguarderà il Plant laziale, necessario a smantellare la linea Giorgio e a installare la piattaforma Stla Large. L'odore di futuro si sente poco nello stabilimento, ecco perché «bisogna fermare questa dismissione silenziosa - ha continuato D'Amato - vogliamo trasparenza e certezza e la Regione deve fare sentire la sua voce al tavolo ministeriale».

L'impegno di Tripodi
La parola chiave in filigrana, la concretezza, si è sentita anche nelle parole di Orlando Angelo Tripodi (Gruppo Misto), presidente della commissione Lavoro alla Pisana, quando ha annunciato la convocazione straordinaria della Commissione Lavoro a Piedimonte. «Abbiamo l'obbligo di far sentire la vicinanza e la presenza della Regione ai lavoratori di Stellantis e di tutto l'indotto». Poi l'attacco: «La perdita di posto di lavoro è iniziata da anni, non da ieri, i sindacati dov'erano e dove sono? A bloccare il paese contro il Governo senza occuparsi di crisi aziendali molto serie?».

Angelilli: siamo determinati
E poi, ancora la parola-chiave della concretezza mentre venivano ricordati gli ordini del giorno approvati nella scorsa legislatura e non attuati dalla Giunta. A rimarcarla è stata il vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico, al Commercio e Artigianato, all'Industria e Internazionalizzazione della Regione Lazio, Roberta Angelilli. «Siamo determinati a lavorare per ottenere degli obiettivi concreti. Quella dell'automobile - ha detto - è un'industria strategica e importantissima per il Lazio e per la nazione. Al tavolo di sviluppo convocato al Mimit arriveremo con le idee chiare. Occorre investire sull'innovazione e la ricerca, puntando anche sulla riqualificazione delle competenze, determinante nel settore per essere competitivi. Sarà necessaria, quindi, una strategia innovativa per aumentare la produzione». Ha imboccato la via di una strategia forte «con responsabilità condivise», anche perché sono numerose le imprese dell'indotto coinvolte e già fortemente penalizzate. Natale amaro anche per loro, non solo per le tute rosse che non potranno varcare per 40 giorni quei cancelli, fino al prossimo 11 gennaio. Per il vicepresidente, Roberta Angelilli, il livello del problema ha un campo ampio: ci vuole una strategia sia nazionale che europea. «Ora l'obiettivo è quello di instituire un tavolo di lavoro a livello regionale, dedicato all'area di Cassino al fine di salvaguardare i livelli occupazionali e mantenere le prospettive di sviluppo e la continuità produttiva. Questa è una sfida europea e non solo nazionale, perché nel settore dell'automotive dobbiamo colmare la concorrenza sleale dei paesi asiatici, soprattutto della Cina. Ovviamente, anche Stellantis all'interno del tavolo tecnico dovrà dare un segnale netto e chiaro per il futuro dell'azienda», ha concluso. Il consiglio si è concluso ma non la sua efficacia. Ora in agenda c'è il doppio appuntamento, al ministero come a Piedimonte.