Stabilimento a rischio o sulla rampa di lancio per un futuro meno cupo? A mettere sul tavolo tutti i fattori che toccano da vicino il Plant di Cassino ci penserà la Regione Lazio: domani alle 10 si terrà la seduta straordinaria del consiglio su "Crisi industriale e futuro di Stellantis nella regione Lazio", richiesto da tutte le forze d'opposizione.
«È necessario fare chiarezza sul futuro dell'auto in Italia e nel Lazio e coinvolgere gli Enti locali e le forze sociali - ha dichiarato il consigliere regionale del Lazio e responsabile Welfare di Azione, Alessio D'Amato - Serve maggiore trasparenza.

Quello che emerge, al di là delle rassicurazioni, è che dal domani, per 40 giorni, si interromperà la produzione e al rientro si lavorerà al 50% su turno unico. Anche la transizione all'elettrico avviene con stime al ribasso. Per questi motivi abbiamo chiesto un consiglio straordinario che impegna la Giunta regionale a relazionare periodicamente in aula e nelle commissioni competenti sui lavori del Tavolo ministeriale e a convocare, in tempi brevi a Cassino una conferenza regionale per il rilancio industriale complessivo di tutta l'area, che coinvolga gli enti locali interessati e tutte le forze economiche e sociali operanti sul territorio».

Vertice decisivo
Intanto, si viaggia in direzione Roma. Il biglietto è stato già staccato anche da Stellantis, a meno che non abbia in serbo altre assenze strategiche per il tavolo ministeriale del 6 dicembre, quando si terrà la riunione tra la multinazionale, le Regioni, i sindacati e l'Anfia. Stavolta però i segnali sembrano davvero positivi: si è a un passo da un'intesa tra il governo e il gruppo sul piano di lavoro che dovrà definire, insieme a sindacati, enti locali e indotto auto, i nuovi obiettivi del settore dell'automotive in Italia. Il principale è quello di riportare la produzione a un milione di veicoli all'anno. Una svolta anche per Cassino Plant che fa correre sulle linee un numero notevolmente inferiore di auto rispetto alla sua capacità produttiva giornaliera.

Lo stop prolungato
La carta da giocare, ora, è solo quella dell'elettrico e la fabbrica laziale si prepara all'appuntamento con una delle quattro piattaforme "Large" presenti in tutto il mondo.
Per questo chiuderà i battenti per quaranta giorni. Verrà smantellata la famosa piattaforma "Giorgio", che ha visto nascere e correre le Alfa Romeo Giulietta, Giulia e Stelvio, per installare la linea di produzione elettrica Stla Large, annunciata a marzo scorso dal ceo Carlos Tavares proprio in terra martire.
L'ultimo giorno lavorativo sarà oggi, l'avviamento delle linee ci sarà l'8 gennaio ma la produzione riprenderà l'11.

E-Suv: un sogno
Il mondo politico e sindacale spesa che, con l'avvento della nuova linea, possano aggiungersi anche altre auto dei diversi marchi del gruppo in maniera da garantire la piena occupazione della fabbrica. Da tempo si vocifera che il quarto modello "made in Cassino" possa essere il futuro E-Suv annunciato dal ceo Alfa Romeo, Jean-Philippe Imparato. Solo in questo caso, infatti, non ha ancora favorito alcuna indicazione sullo stabilimento dove il gioiello del Biscione verrà prodotto. Gli occhi sono tutti puntati su Cassino.