Ricercare tracce genetiche e biologiche e ricostruire la scena del crimine. Assegnato, ieri mattina in tribunale, l'incarico di incidente probatorio per far luce sull'omicidio del nigeriano Kelvin Mene, trovato agonizzante in strada il 6 ottobre in via Ferrarelli.
Ieri mattina, dopo l'istanza presentata dai difensori delle due indagate, anch'esse nigeriane, si è proceduto a convocare le parti per formalizzare l'incarico al maggiore dei carabinieri del Ris Cesare Rapone. Davanti al gip Antonello Bracaglia Morante, alla presenza del pm titolare del fascicolo, Beatrice Neroni, gli avvocati Pierluigi Taglienti e Alfredo Frasca per le indagate e l'interprete dal nigeriano. Presente una sola delle indagate visto che l'altra, la fidanzata dell'ucciso, è irreperibile.

L'incidente probatorio inizierà il 22 novembre nell'appartamento di via Ferrarelli dove, secondo quanto ricostruito finora dai carabinieri della compagnia di Frosinone, si è consumato il ferimento dell'uomo, morto poi dopo dodici giorni all'ospedale Spaziani di Frosinone. Il maggiore del Ris dovrà cercare tracce biologiche e genetiche all'interno della stanza e sui vestiti sequestrati nonché, eventualmente, comparare le tracce di sangue con il Dna delle indagate. Dovrà anche ricostruire la scena del crimine. Avrà 90 giorni per completare gli accertamenti.

Il nigeriano era ospite in quella casa di via Ferrarelli, in quanto amico del marito di una delle due. Frequentava l'appartamento anche l'altra donna, la fidanzata, poi resasi irreperibile. La difesa di quest'ultima, rappresentata dagli avvocati Alfredo Frasca e Paola Fedele, ha presentato peraltro dei ricorsi al tribunale del Riesame contro il sequestro degli indumenti. Eccezioni erano state mosse pure sull'autopsia che il gip però ha respinto nel momento stesso in cui ha accolto l'istanza di incidente probatorio dopo che, inizialmente, si era scelta la strada degli accertamenti non ripetibili.

Da trovare ancora l'arma del delitto. Un'arma a punta, forse un paio di forbici, un punteruolo ma anche un coltello. Nel caso venisse rinvenuta si potrebbe comprare con i profili genetici. In un primo momento, l'uomo quando è stato soccorso aveva riferito di essersi ferito da solo con un paio di forbici. Una versione alla quale i carabinieri non hanno mai creduto.