Botte da orbi durante la malamovida, due diciannovenni di Piedimonte citati a giudizio per lesioni e violenza personale. La violenza è avvenuta a giugno scorso, intorno alla mezzanotte di una serata di divertimento in pieno centro a Cassino, tra i locali della movida affollati di giovani. Secondo quanto ricostruito dopo le botte, a scatenare la rabbia dei diciannovenni sarebbe stata la gelosia. La vittima dell'aggressione, un diciottenne di Aquino - rappresentato dall'avvocato Carlo Risi - avrebbe avuto l'ardire di parlare con una ragazza "ambita" dagli aggressori.

Una scena molto semplice: la ragazza si avvicina al diciottenne, intento a bere qualcosa con suoi amici, e iniziano a parlare. Si conoscono, nulla di strano. Si scambiano qualche parola, poi si allontanano. Invece ai due diciannovenni - che dovranno comparire in aula il 15 novembre 2024 - la cosa non va giù: si avvicinano al diciottenne e lo "accompagnano" fino a un vicino giardinetto. Dove uno dei due, dopo aver chiesto spiegazioni sul colloquio con la ragazza, lo avrebbe colpito violentemente al volto con un pugno.

Il diciottenne sarebbe caduto a terra, privo di sensi. Poi soccorso dagli amici e trasferito al pronto soccorso, dove gli è stato riscontrato un trauma cranico facciale con numerose fratture e una ferita lacerocontusa del labbro. Immediate le indagini degli agenti del Commissariato di Cassino, coordinate dal sostituto procuratore Mattei. Svolti i necessari accertamenti, acquisiti i filmati delle telecamere, venivano indicati i responsabili nei due diciannovenni accusati di violenza privata e lesioni dolose ai danni del giovane aquinate, difeso dall'avvocato Carlo Risi.