È confermato: la cura dimagrante di istituti scolastici coinvolgerà anche la provincia di Frosinone con il taglio di tre scuole del primo ciclo. La commissione Politiche giovanili, istruzione e diritto allo studio del Consiglio regionale, presieduta da Orlando Tripodi, ha dato parere favorevole all'unanimità alle linee guida per la programmazione scolastica per l'anno 2024/25.

Lo schema di delibera di Giunta è stato illustrato dall'assessore Giuseppe Schiboni: «Si tratta del documento con cui diamo indicazioni alle amministrazioni provinciali e all'area metropolitana di Roma. Abbiamo cercato di ridurre al minimo l'impatto del dimensionamento scolastico. Attualmente sono attive nel lazio 722 istituzioni scolastiche, il decreto del ministero prevede la riduzione di 53 autonomie entro il 2027. Agiremo con grande gradualità. Nell'anno scolastico 2024/25 riguarderà soltanto il primo ciclo scolastico: si prevede la riduzione di 14 direzioni scolastiche, di cui 7 a Roma, 3 a Frosinone, 1 a Latina, 2 a Rieti, 1 a Viterbo».

«Allo stesso tempo - ha proseguito Schiboni – procederemo a un riordino complessivo, tenendo conto dei territori più disagiati. L'obiettivo è un miglioramento sostanziale del sistema scolastico. Abbiamo chiesto al ministero di finanziare la realizzazione di nuovi edifici scolastici, avanzati dal punto di vista tecnologico, che possano rispondere alle nuove esigenze didattiche».

Eleonora Berni (FdI) e Maria Chiara Iannarelli (FdI) hanno espresso la loro soddisfazione per le linee guida, mentre Marco Colarossi (FI) ha parlato di «procurato allarme politico» da parte delle opposizioni: «Ho sentito parlare di strage di scuole - ha dichiarato – e invece ci troviamo di fronte a uno schema di deliberazione ragionevole. Dopo la campagna avviata nelle settimane scorse, il fatto che oggi ci sia soltanto una consigliera dell'opposizione è vergognoso e irrispettoso nei confronti dei cittadini».

La consigliera Alessandra Zeppieri (Polo progressista) ha chiesto e ottenuto garanzie sulle dimensioni degli istituti comprensivi che vengono accorpati: «Bisogna evitare istituti troppo grandi e difficile da gestire».

Esaurito l'argomento, la commissione ha iniziato l'esame della proposta di legge sull'istituzione dell'osservatorio per l'educazione alla salute e la prevenzione dalle tossicodipendenze tra i giovani.

Il provvedimento è stato illustrato dal primo firmatario, il presidente Tripodi: «È una proposta che mette al centro i giovani. Nelle nuove generazioni l'uso di droghe e alcool è in crescita costante, con un'altrettanto crescente difficoltà nell'inserimento sociale. È una proposta di pochi articoli, aperta alla collaborazione di tutti. Vogliamo lavorare per una gioventù più sana e attenta alle proprie azioni». D'accordo Simona Baldassarre, assessora alle Politiche giovanili, che nel suo intervento ha spiegato che è «sempre bene essere vicini ai ragazzi e alle famiglie. Fondamentale che ci sia attenzione della politica sul crescente uso di droghe, essenziale il raccordo fra scuola e famiglie». Un consenso condiviso anche da Berni, Iannarelli e Alessia Savo (FdI): «Ne discuteremo anche in commissione Sanità per arricchire il testo proposto».

Nella proposta in discussione si prevede che l'osservatorio sia composto da esperti del settore, referenti delle Asl, dal dirigente del dipartimento sociale della Regione, dal direttore scolastico regionale. Gli esperti esterni avranno una retribuzione pari al 60 per cento di quella prevista per i dirigenti. Le funzioni sono definite dall'articolo 2: "L'Osservatorio è l'organo di coordinamento tra la Regione, le Asl, gli enti ausiliari, la direzione scolastica regionale e gli istituti scolastici", si legge nella proposta e "sovrintende al coordinamento delle azioni, verifica le attività di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione delle dipendenze patologiche tra i giovani".

L'osservatorio avrà anche funzione di programmazione di accertamenti sanitari per verificare l'uso di droghe. I dirigenti scolastici invieranno una comunicazione agli studenti (alle famiglie in caso di minori) e i test saranno volontari. Gli studenti positivi saranno invitati dal medico a prendere contatto con il Servizio tossicodipendenze della loro Asl.