Un fortissimo mal di testa. Aumentato di ore in ore. Insieme a brividi di freddo, mal di ossa e temperatura alta. Pensava che si trattasse di una semplice influenza, invece aveva la meningite acuta. In poche ore la situazione si è aggravata e i familiari hanno subito chiamato il 118.
Poi la corsa in ospedale con un'ambulanza, la prima diagnosi e la conferma che quel malessere era dovuto alla meningite acuta. Salvata in extremis una sessantenne di Monte San Giovanni Campano. Dopo tre settimane dall'accaduto, una volta tornata a casa dai suoi cari sana e salva, la donna ha voluto ringraziare quelli che definisce i suoi "angeli".

A raccontarci la vicenda è il figlio della signora. «Esattamente tre settimane fa è iniziato l'incubo. Abbiamo temuto il peggio. Nel pomeriggio di domenica 1 ottobre mia madre ha iniziato ad avere i primi sintomi di malessere. Abbiamo pensato fosse una semplice influenza ma, nonostante i medicinali che si prendono in queste circostanze, non migliorava. O meglio, il mal di testa non accennava a placarsi, anzi, aumentava. Nelle prime ore del mattino del giorno seguente stava un pochino meglio ma non per quanto riguarda il mal di testa. Abbiamo contattato il medico di famiglia e anche altri medici della nostra zona. Le abbiamo dato, come indicato, medicinali che si assumono avendo i suddetti sintomi. Ma nulla. Il mal di testa non passava. Noi figli abbiamo, quindi, chiamato il 118. Sono stati tempestivi. Arrivati al pronto soccorso dello "Spaziani" le hanno fatto subito la tac e hanno escluso definitivamente l'ictus, capendo immediatamente che poteva trattarsi di meningite. Senza perdere tempo hanno iniziato la terapia e poco dopo è arrivata la conferma anche dallo "Spallanzani". Si trattava di meningite acuta. Mia madre è stata, quindi, trasferita in reparto, a Malattie infettive sempre dell'ospedale "Spaziani". Sono state ore difficili per noi familiari, perché seppur intervenuti tutti tempestivamente, la situazione era a rischio. Ma per fortuna i segni di miglioramento si sono avuti già dal giorno successivo il ricovero. Mia madre ha ripreso conoscenza, ha iniziato a parlare di nuovo, a stare meglio. E se oggi possiamo raccontarlo è grazie alla tempestività, alla professionalità di tutto lo staff medico e infermieristico, del personale del 118, del pronto soccorso, dei neurologi, del reparto di Malattie infettive. Dobbiamo ringraziarli anche sotto il profilo umano, sempre disponibili. Grazie a tutto il reparto di Malattie infettive, nessuno escluso. Grazie alla responsabile dell'unità operativa complessa Malattie infettive e dell'unità operativa di Epatologia, la dottoressa Katia Casinelli, al dottor Piero Fabrizi, a Marco Ridolfi, Lucilla Maresca, Marina Sebastiani, Maurizio Marcelli, Mariacarmela Falco, Gianni Farinelli, Alessia Giorno e all'infermiera Alessandra Campoli e tutto il personale infermieristico».