Uccisa con due colpi, presumibilmente di fucile. Questa mattina verrà presentata la denuncia al comando dei carabinieri di Sora.
Domenica mattina un giovane allevatore ha ritrovato morta una delle sue venti mucche. L'animale è stato rivenuto in zona Colle Sant'Angelo, sul versante montuoso che sovrasta il santuario dei Padri Passionisti. La mucca si trovava nel terreno del proprietario, vicino un abbeveratoio di proprietà della famiglia del pastore.

Ieri mattina, insieme ai tecnici del servizio veterinario della Asl, il giovane allevatore si è recato nel luogo dove si trova la carcassa dell'animale per i rilievi del caso. E ha annunciato che oggi sporgerà denuncia e che con lui lo faranno anche altri due allevatori della zona che stanno subendo le stesse terribili "esecuzioni". C'è qualcuno che sale sulla montagna e spara alle loro mucche.

Negli ultimi due anni il giovane allevatore ha perso ben dieci animali. «La prima mucca venne decapitata. Mi fu fatto ritrovare solo il corpo, senza la testa - racconta il trentenne che ogni giorno si sobbarca un'ora di cammino nei boschi per andare ad accudire i suoi animali in montagna - Poi diverse altre mucche le ho trovate morte, ma sono state ritrovate solo le ossa e quindi la Asl non ha potuto fare rilievi. Un mese fa, all'inizio di settembre, un'altra mucca morta. Domenica l'ultima in ordine di tempo, però questa volta la Asl è potuta venire perché il corpo era ancora lì a terra».

L'animale è stato colpito alla nuca e al fianco con due colpi. «Dalla Asl mi hanno spiegato che è stata uccisa probabilmente con un fucile, comunque un'arma piccola perché i fori dei proiettili non sono grandi, ma i bossoli non sono riusciti a trovarli, anche se l'hanno sezionata. Siamo stanchi di quello che sta succedendo e domani (oggi, ndr) andrò con altri due pastori a sporgere denuncia».

Si ipotizza che alla base della strage di bovini vi siano dei dispetti, escludendo una ritorsione per il pascolo libero degli animali dato che la mucca colpita a morte si trovava nel terreno dei proprietari. «Questi episodi accadono sempre da settembre a gennaio - precisa l'allevatore - Diremo tutto ai carabinieri e ci auguriamo che venga individuato il responsabile di azioni così folli come uccidere un animale».