Ancora una scia biancastra sotto il ponte di via Napoli a Sora, ma anche ad Isola del Liri. Ieri mattina molti cittadini hanno notato la presenza di schiuma sul fiume. Un fenomeno non nuovo, che preoccupa soprattutto chi utilizza l'acqua del Liri per irrigare campi coltivati e orti. Non è un caso isolato e c'è chi vuole vederci chiaro su questo fenomeno che si ripresenta con preoccupante frequenza.

Marco Belli dirigente nazionale dell'associazione ecologista "Fare Verde",  si scaglia contro le risposte ottenute dalle autorità considerandole affatto puntuali. «Da anni Fare Verde si occupa della schiuma sospetta nel Liri - ricorda Belli - Dal 2018 tutti abbiamo attenzionato il problema. Sono cinque anni che va avanti questa storia della schiuma nel Liri. Si attivarono con noi l'allora sindaco di Sora, la provincia di Frosinone, l'Arpa Lazio, ma niente da fare, questo fenomeno si ripete costantemente ed improvvisamente».

Da qui la nuova iniziativa di Fare Verde: «Annunciamo che a giorni presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica di Cassino per richiedere accertamenti. Vogliamo sapere chi sta inquinando e non vogliamo più credere che questa schiuma, per come ci hanno detto, sia dovuta alle foglie o alla mancanza di ossigeno. Chiediamo che l'Arpa Lazio si attivi per eseguire campionature quando ci sono problemi, come quello di oggi a Sora, quando è presente la scia bianca e non dopo due o tre giorni dall'evento. Maggiori controlli devono essere fatti anche in Abruzzo, sui depuratori fatiscenti».

Il Liri nasce in Abruzzo, nella frazione di Cappadocia, e scorrendo riceve, tramite un emissario artificiale, le acque della piana del Fucino, fino ad arrivare nel Lazio. È notizia di alcuni giorni fa il sequestro di circa sette ettari di terreno nella piana del Fucino, nel comune di Celano, in cui erano stati interrati rifiuti pericolosi e speciali. Tre scavi di rilevanti proporzioni, per complessivi 9.000 metri cubi: lunghi circa 150 metri, larghi circa 4 metri e della profondità di 5 metri, contenenti acqua stagnante e materiali usati, verosimilmente derivanti da lavorazioni agricole.

L'attenzione sull'ambiente resta alta e anche dal Sorano si pretendono delle risposte chiare sullo stato di salute del Liri, sulla qualità dell'acqua che arriva dall'Abruzzo e su come il fiume prosegue il suo corso in provincia di Frosinone, attraversando numerosi comuni. E ora "Fare Verde" si appella alla Procura.