Le propaggini della Macchia, polmone verde della città, circondate da una serie di discariche abusive. La scena è veramente drammatica: la sezione di Nord-Ovest del bosco comunale, che confina con i territori di Ferentino, Sgurgola e Morolo, è di fatto ostaggio degli inquinatori, privati e piccole imprese, che utilizzano gli slarghi lungo la provinciale e le radure tra i castagni per abbandonarvi di tutto.

Una ventina di residenti, stufi di dover convivere con l'immondizia, avevano installato una sbarra metallica per impedire l'accesso agli automezzi che trasportano risulte di cantiere e materiali anche nocivi e pericolosi. La sbarra, dopo qualche settimana di utilizzo (ognuno dei proprietari dei piccoli lotti ha la chiave della serratura) è stata dapprima danneggiata, poi addirittura divelta. La Macchia di Anagni, estesa per oltre trecento ettari, potrebbe rappresentare una sorta di paradiso terrestre, ricca di molteplici esemplari arborei e di centinaia di specie animali. Attraversata da corsi d'acqua perenni, garantisce nutrimento e sostentamento a volatili e mammiferi di diverse specie, oltre che ai pesci ed alle anguille. Negli anni novanta la politica provinciale propose agli uffici romani la creazione di un Parco la Macchia ma l'istanza fu cestinata.

Lo sfruttamento del sottobosco, oltre al taglio periodico che da anni il Comune non effettua rinunciando all'incasso di centinaia di migliaia di euro, per statuto è consentito (legnatico e rami secchi) ai cittadini di Anagni ed "alle donne povere di Ferentino", un uso civico garantito dalla notte dei tempi che qualcuno asserisce sia stato rimosso di recente.

I rifiuti depositati negli anfratti e lungo i sentieri che attraversano la Macchia, oltre a mortificare inquinano e obbligano a frequenti costosi interventi. Oltre ai rifiuti domestici e agli scarto di cantiere, infatti, giacciono vecchi mobili, pezzi di plastica, pneumatici, oggetti di metallo e perfino il pericoloso cemento-amianto. Non mancano carrozzerie di auto rubate e portate lì per essere smontate. Frigoriferi e lavatrici vengono smontate dai ladri di rame, che lasciano le ingombranti carcasse. Occorre pianificare una strategia concreta e risolutiva.