Una superstrada al centro della ribalta della cronaca ormai da anni. Anche negli ultimi mesi i riflettori si sono accesi sulla "Sora-Cassino". Lunga la scia di sangue.
E l'incidente dell'altra sera, in cui hanno perso la vita tre giovanissimi, Alessio Tuzi, trent'annni, Iris De Vincenzi, ventisei, e il diciottenne Alessandro Muscedere, inevitabilmente ha riportato all'attenzione la necessità di mettere in sicurezza l'arteria. Tanti gli incidenti anche l'estate scorsa. Un problema affatto nuovo, discusso da molto tempo e a più riprese.

Nello scorso mese di luglio, a seguito di un violentissimo impatto tra la monovolume condotta da un giovane e un'autocisterna per il trasporto di siero del latte - precipitata giù dal cavalcavia a Cassino per diversi metri - a perdere la vita è stato Alberto Diaz di trentadue anni. A ottobre 2022 a essere coinvolto in un altro schianto terribile era stato Christian Sanna, che non si è mai svegliato: il quarantaquattrenne di Pontecorvo è morto dopo ventidue giorni di coma. Un incidente avvenuto a pochi metri dal punto esatto in cui a perdere la vita era stata Francesca Lafragola, venticinque anni di Sant'Elia, solo qualche mese prima. E a non molta distanza da quello che ha portato alla prematura scomparsa di Diana Maria Zaharie, la giovane artista investita a pochi passi dall'accesso all'ospedale.

L'elenco è, purtroppo, ancora molto lungo. S'invocano soluzioni per cercare di fermare la lunga scia di sangue, interventi tempestivi, la messa in sicurezza di una strada che è stata teatro di tanti, troppi, incidenti. L'ultimo quello all'altezza di Fontechiari, che ha visto la vita di tre giovani spezzarsi in una notte di fine settembre.