Continuano gli accorati appelli da parte della comunità a seguito della paventata chiusura del convento dei Padri Passionisti "incanto di un luogo di quiete, di serenità, di pace, di spiritualità e discernimento. Tempio risalente al 1600 e intitolato a Santa Maria degli Angeli, e nel corso dei secoli ultimato, per poi essere definitivamente affidato ai Padri Passionisti intorno alla fine del 1800".

Una lettera aperta ed accorata quella che presenteranno a giorni le Confraternite di Sora e le Pie Unioni indirizzata al superiore provinciale del Padri Passionisti Giuseppe Adobati. «In un'era in cui la moderna società vuol farci rinnegare la nostra identità, le nostre radici cristiane – si legge nella lettera - ammainare le vele del Convento significherebbe interrompere la storia, dare un finale diverso che hanno tutte le belle favole, e in particolare a quella favola che per molti ha significato avere una vita migliore».

Una riunione per coordinare l'iniziativa nata da Rocco Spalvieri priore della Confraternita Maria SS.ma del Divino Amore e San Pio si è tenuta nei giorni scorsi tra le Confraternite e le Pie Unioni. Presenti al tavolo dei relatori Antonio Parravano, priore Confraternita Immacolata Concezione in S.Restituta e Luigi Milano vice priore e Nevio Conte, referente diocesano per le Confraternite nella zona di Sora.