I bambini accendono la polemica politica proprio mentre la città di Cicerone è immersa nei giorni del Gonfalone.
Il caso è scoppiato per le parole del sindaco Vittorio Sgarbi durante l'inaugurazione della nuova area di giochi sotto il belvedere. In un clima scherzoso, tra le risate dei presenti, Sgarbi ha detto di odiare i bambini e si è rivolto a loro col suo celebre «capre!». Da qui l'intervento dei consiglieri di minoranza Andrea Chietini e Niccolò Casinelli che hanno stigmatizzato duramente le parole del sindaco invitandolo a scusarsi.
«Sono loro a dovermi chiedere scusa per quanto dichiarato - reagisce il sindaco Sgarbi - Io non odio i bambini, anzi, come ho detto quel giorno, credo che il mondo potrebbe essere migliore se fosse governato da bambini».
Il primo cittadino è determinato a fare chiarezza sull'episodio. L'abbiamo intervistato.

Quindi scherzava, non detesta i bambini?
«Certamente non odio i bambini e i due consiglieri hanno raccontato una realtà non vera. Le persone che erano all'inaugurazione non si sono risentite e con i bambini ho giocato. Invece di ringraziare uno come me che fa promozione di una città bellissima come Arpino, cercano di denigrarlo con cose false. Chiedo che siano loro a chiedere scusa a me. Bisogna fare un corso per l'opposizione, perché devono opporsi ma sulle cose reali e non sfruttare i bambini per raccontare cose mai accadute».

Come sono andate le cose?
«Quando sono arrivato per il taglio del nastro, i bambini urlacchiavano perché, appunto, sono bambini. Ho fatto quindi una battuta, dicendo che odio i bambini, ma era come dire che non mi piace che facciano rumore, tutto qua. Dopo di che ho iniziato a giocare con loro, ho detto "capre" e ho fatto amicizia con un ragazzo di colore, figlio di una nostra consigliera, il quale ha espresso il desiderio di vedere lì una piscina. Ho avviato un discorso con i presenti sul fatto che i bambini devono divertirsi e ho disposto una ricerca per conoscere i costi delle piscine. Mi è stato detto che ad Arpino c'è la piscina comunale, ma altra cosa è mettere lì, nell'area giochi videosorvegliata, una piccola piscina, una sorta di grande tazza. Anche quando sono andato a provarmi il vestito da brigante Chiavone per la sfilata di domenica ho continuato a parlare di questa idea della piscina».

Qualcuno tra i presenti si è risentito per le sue battute?
«No. Ho scherzato sul fatto che un sindaco taglia i nastri inaugurali nonostante che i lavori siano stati avviati da chi c'era prima, non c'è stato niente di quanto riportato dai due consiglieri, nessuna critica. Con i parenti di Alberto Italo Sacchetti ho parlato e fatto foto con loro sotto la targa, il vice sindaco Massimo Sera l'ha ricordato. Non c'è stato nessuno sdegno dei familiari, c'è stato solo dialogo. E poi non ho fatto nessun intervento sopra le righe, stavo scherzando con i bambini, io so esattamente sempre quello che faccio. I due consiglieri non hanno detto nulla dell'opera che secondo me andrebbe integrata con delle piscinette, come diceva John. L'appellativo "capre" era un modo per dialogare con i ragazzi attraverso un linguaggio che loro comprendono e con cui si divertono. Si è parlato di uno "scivolone", ma non c'è stato. Non posso scusarmi con i bambini perché non ho fatto nulla contro di loro, ho solo giocato con loro».

Che cosa dice a Chietini e a Casinelli?
«Che non sanno giocare perché sono degli adulti imperfetti, mentre io sono un bambino perfetto. Hanno scritto bugie. Quasi quasi mi viene voglia di non andare al consiglio comunale della prossima settimana dove sarò costretto a vederli. Ora aspetto le loro scuse».