L'agognata conquista del drappo, l'accanita sfida nei giochi popolari, l'eterna rivalità tra le contrade. Tutto destinato a passare in secondo piano nell'edizione 2023 del "Gonfalone di Arpino", l'ultracinquantenaria manifestazione che richiama in paese migliaia di visitatori e impegna nelle settimane precedenti i contradaioli nella rispettive sagre.

Quest'anno l'attrazione sarà un'altra: il sindaco Vittorio Sgarbi che in abito tradizionale ciociaro prenderà parte alle celebrazioni della festa più attesa nella patria di Cicerone. Lo aveva annunciato l'altra sera ad Alatri intervenendo al "Festival folk". Ieri la conferma quando si è recato a casa della sarta che gli sta confezionando il vestito. Un abito tradizionale ciociaro ispirato a uno di quelli riprodotti dallo storico locale Michele Santulli in una delle sue pubblicazioni. Ciocie comprese, con le fasce fino alle ginocchia e il fazzolettone al collo.
Sgarbi non è nuovo ai "travestimenti" storici.

Lo scorso anno nella sua Ferrara ha orgogliosamente indossato i panni rinascimentali del duca Ercole I d'Este in occasione del palio. Un'esperienza che dev'essergli piaciuta. Così il sottosegretario alla cultura ha pensato di replicare la performance ad Arpino, stavolta in costume tipico ciociaro. Un modo per rispettare l'impegno assunto con gli arpinati in campagna elettorale: quello di promuovere la cultura e le tradizioni del paese a tutti i livelli e in ogni occasione. E c'è da scommettere che la sua apparizione in abito tradizionale ciociaro al "Gonfalone" non lascerà indifferenti i social. Come dire: per promuovere l'immagine della storia millenaria di Arpino tutto fa brodo.

Intanto la macchina organizzativa de "I giorni del palio del Gonfalone di Arpino", la rievocazione storica allestita dalla Pro loco, marcia a pieno regime. Si comincia domani e si chiude domenica con la sfilata aperta per la prima volta dal sindaco. Un altro primato che Sgarbi farà suo, con le ciocie ai piedi.