Dai banchi dell'opposizione il consigliere comunale Niccolò Casinelli bacchetta l'amministrazione Sgarbi. L'accusa è presto detta: "Ufficio tecnico del Comune di Arpino: la necessità di sostituire l'uscente architetto Viscogliosi ridotta ad un affare di famiglia".
In un post, Casinelli spiega le ragioni del suo affondo: "Si può dire che tutto ciò che non è vietato è, per ciò solo, consentito?". E passando per una citazione in latino viene al punto: "Molto spesso l'agire pubblico lascia al decisore centinaia di scelte che oltre ad essere lecite sono anche istituzionalmente educate, etiche, opportune.

Eppure stavolta il decisore pubblico, lo stesso che sventola orgogliosamente il vessillo di una morale sempre più autoreferenziale, è riuscito a completare con successo una missione che neppure il più spregiudicato dei clientelismi tollererebbe. Già, perché destinare ai vertici di un settore comunale nevralgico, quale è quello tecnico, il marito di un consigliere comunale, chiamato peraltro a sovrintendere ad un appalto milionario in cui figura come direttore dei lavori il marito di una candidata di quella stessa lista, costituisce atto di palmare tracotanza amministrativa, sprezzante di ogni basilare regola di decenza politica: un atto che non ha precedenti".

Da qui il suo guanto di sfida: "Ne risponderà il sindaco Vittorio Sgarbi in consiglio comunale, possibilmente spiegando ai cittadini le ragioni di una scelta certamente legittima, ma non per questo opportuna. Ne risponderà, nella stessa sede, il consigliere Elvira Pozzuoli, possibilmente rassegnando le proprie dimissioni dalla carica". Sfida subito raccolta e rilanciata dalla consigliera Pozzuoli che si è detta pronta a rispondere a Casinelli nella prima seduta utile del consiglio comunale, che probabilmente verrà convocata la prossima settimana, seduta in cui la Pozzuoli intende difendere il suo operato e quello dell'intera squadra di governo cittadino.