Monta la protesta dei genitori di un gruppo di undici studenti che il prossimo anno scolastico dovranno frequentare la seconda media in un altro paese a causa del numero ridotto della classe. Una questione che si ripropone da anni con iniziali spostamenti nel plesso della vicina Giuliano di Roma, per poi riconfermare i gruppi classi nella sede santostefanese.

Adesso, invece, le cose starebbero diversamente. Gli undici alunni di Villa Santo Stefano si unirebbero a quelli di Amaseno, dove andrebbero a crearsi due nuove classi. Non ci stanno però i genitori degli studenti interessati dalla scelta dell'Ufficio scolastico provinciale, condiviso dalla dirigente dell'istituto comprensivo di Amaseno, di cui la scuola santostefanese fa parte.

I genitori si sono rivolti al sindaco Giovanni Iorio e alla consigliera delegata alle politiche scolastiche Tania Cipolla per chiedere chiarimenti e scongiurare la possibilità di questo pendolarismo scolastico, lamentando tra l'altro la mancata tempestiva informazione da parte della scuola. Non solo. Hanno anche deciso di rivolgersi a un avvocato per presentare ricorso contro la decisione ritenuta penalizzante per i propri figli. Così l'amministrazione ha scritto ai vari uffici di competenza e mercoledì scorso ha anche incontrato il prefetto Ernesto Liguori per discutere del problema.

«Lo spostamento della futura seconda media al plesso di Amaseno - ha sottolineato il sindaco Giovanni Iorio - con lo smembramento del gruppo classe preesistente, comporta una serie di criticità insormontabili, primo fra tutti l'assenza del trasporto scolastico. Il nostro ente non è in grado di fornire il trasporto scolastico fino ad Amaseno per mancanza di risorse economiche e di personale e ci sono difficoltà da parte delle famiglie a spostarsi autonomamente. Il nostro è un comune montano e per questo può avere classi fino a dieci alunni. Una comunità senza scuola - ha concluso Iorio - è una comunità che lentamente muore».