In una settimana in Italia si verificano in media 15 infortuni mortali sul lavoro. Un bilancio tragico, che continua a evidenziare la difficoltà di arginare il drammatico fenomeno delle morti bianche.
L'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering ha reso noti i dati relativi al primo quadrimestre del 2023, a partire dai dati ufficiali Inail.

La provincia di Frosinone è 63° posto della graduatoria, stilata in base all'indice di incidenza di infortuni mortali rispetto agli occupati, con un caso di morte sul lavoro. Dato che resta invariato rispetto al bilancio del primo trimestre, pubblicato il mese scorso.
La Ciociaria, però, proprio in questi giorni piange un altro giovane che ha perso la vita sul posto di lavoro. Era originario di Veroli, infatti, anche se da anni viveva a Sabaudia, Stefano Marcoccia, l'operaio morto a soli trentaquattro anni a causa di un'esplosione in un cantiere a Torino.

Delle altre province del Lazio Latina, con tre casi è quella più colpita in relazione al numero di occupati, che è pari a 209.824. In provincia di Viterbo un caso su 114.667 di occupati, la provincia di Roma conta 11 casi su 1.769.080 lavoratori, mentre in provincia di Rieti non sono stati registrati casi.

Nella classifica delle regioni, il Lazio è al 16° posto con 16 vittime. Quelle collocate dall'osservatorio in zona rossa, cioè le regioni più colpite nei primi quattro mesi dell'anno, con un'incidenza superiore al 25% rispetto alla media nazionale (indice di incidenza medio pari a 9 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) sono Umbria, Valle D'Aosta, Abruzzo e Marche. In zona arancione il Veneto, il Piemonte, la Liguria, la Lombardia e la Sicilia, con un indice tra 1 e 1,25 morti ogni milione di abitanti. Il Lazio resta, come nel primo trimestre, tra le regioni in zona gialla, con indice tra 0.75 e 1, insieme a Campania, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Toscana. Sotto lo 0,75, e quindi in zona bianca Calabria, Basilicata e Molise.

Il totale delle vittime registrate tra gennaio e aprile in Italia sono state 264, delle quali 207 in occasione di lavoro e 57 in itinere, cioè nel percorso tra casa e lavoro.
Ancora in Lombardia il maggior numero di vittime in occasione di lavoro (42). Seguono Veneto (23), Piemonte (18), Emilia Romagna (17), Lazio (16), Campania (14), Sicilia (12), Toscana (11), Puglia (10), Marche e Abruzzo (8), Umbria (7), Liguria (6), Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige (4), Calabria (2) e Valle d'Aosta (1).
Nel primo quadrimestre del 2023 è il settore trasporti e magazzinaggio a registrare il maggior numero di decessi in occasione di lavoro, seguito dalle attività manifatturiere, dalle costruzioni e dal commercio.

La fascia di età numericamente più colpita in Italia è sempre quella tra i 55 e i 64 anni, in cui rientrano 80.
Le donne che sono morte in occasione di lavoro, da gennaio ad aprile 2023, sono state 14, mentre 7 hanno perso la vita in itinere. Gli stranieri deceduti in occasione di lavoro sono 36, mentre sono 11 quelli deceduti a causa di un infortunio in itinere.
Con il 19,8% di casi rispetto al totale, il venerdì è il giorno in cui si è verificato il maggior numero di infortuni mortali.