Prevenzione, diagnosi e cura delle malattie del cuore e dell'apparato vascolare. L'ambulatorio di cardiologia della casa di cura Ini Città Bianca di Veroli svolge attività di screening e di monitoraggio nei pazienti che hanno già ricevuto una diagnosi, oltre a percorsi di riabilitazione per pazienti che hanno subìto un intervento di cardiochirurgia.
Per un approfondimento su questi temi, abbiamo intervistato il dottor Carmine Romaniello, specialista in geriatria con perfezionamento in cardiologia diagnostica, responsabile medico dell'ambulatorio di cardiologia di Città Bianca.

Dottor Romaniello, quali sono le patologie cardiovascolari che vengono diagnosticate con maggiore frequenza?
«Il nostro è un ambulatorio di primo livello quindi le patologie che riscontriamo e gestiamo sono prevalentemente l'ipertensione arteriosa, la cardiopatia ipertensiva, la cardiopatia ischemica, lo scompenso cardiaco, le valvulopatie. Poi abbiamo un settore dedicato ai controlli post chirurgici dei pazienti che hanno subìto interventi, essendo una struttura accreditata per la riabilitazione cardiologica. Nei follow up vediamo anche pazienti che hanno fatto un percorso riabilitativo all'interno della struttura oppure pazienti che sono stati operati per malattie cardiovascolari e che poi vogliono fare i controlli nel nostro centro».

In cosa consiste il percorso di riabilitazione?
«In genere seguiamo pazienti provenienti dalle cardiochirurgie. La riabilitazione consiste nella riattivazione del sistema cardio-respiratorio. L'intervento chirurgico normalmente viene fatto a cielo aperto e il paziente viene messo in circolazione extracorporea e ciò comporta la necessità di ricondizionare l'aspetto cardiorespiratorio. I problemi post operatori sono, quindi, legati soprattutto alla respirazione, ma anche alla ferita e al depotenziamento muscolare. Ma bisogna considerare anche l'aspetto psicologico perché è prevedibile che un paziente che si sottopone a un intervento di questo tipo abbia un impatto psicologico negativo, anche per la paura di complicanze. Quindi la riabilitazione serve a cercare di reintrodurre il paziente alle attività normali di vita quotidiana».

Quali sono i principali esami da eseguire dopo un intervento?
«Nell'immediato post operatorio l'ecocardiogramma è fondamentale perché il paziente può avere complicanze come versamento pericardico o pleurico. Questo e l'RX del torace sono due esami strumentali fondamentali per poter poi avviare una riabilitazione, oltre agli altri eventuali controlli come holter cardiaco, monitoraggio pressorio delle 24 ore, monitoraggio della frequenza, test di tolleranza allo sforzo, che viene fatto anche alla fine del percorso per poter stabilire quali sono le capacità funzionali residue del paziente».

Quali sono invece gli esami da fare in ambito di prevenzione?
«Ogni patologia prevede un setting diagnostico diverso. Nella prevenzione della malattia coronarica, per esempio, l'esame principe è il test da sforzo, nella patologia ipertensiva si utilizza molto il monitoraggio pressorio, sia come screening sia come controllo di efficacia della terapia».

Chi si deve sottoporre a una visita cardiologica?
«Come screening di base tutti gli uomini sopra ai 50 anni e le donne sopra ai 55 anni. Poi bisogna valutare paziente per paziente. Ci sono infatti dei fattori di rischio da considerare. Un paziente che ha familiarità per malattie cardiovascolari, un fumatore, un iperteso, un ipercolesterolemico, un diabetico, rientrano in categorie più a rischio di sviluppare la cardiopatia ischemica, quindi di andare incontro all'angina o all'infarto. Nella prevenzione primaria, cioè in pazienti esenti da una patologia cardiovascolare, si stabiliscono delle categorie di rischio, come persone di media età, in sovrappeso, che hanno colesterolo e trigliceridi ai limiti della norma. Nella prevenzione secondaria, invece, tutti quei pazienti che hanno già avuto una diagnosi di malattia cardiovascolare vanno periodicamente controllati».

Quali sintomi possono essere considerati campanelli d'allarme di disfunzioni del sistema cardiovascolare?
«Per quanto riguarda la cardiopatia ischemica uno dei sintomi è il dolore toracico o i cosiddetti equivalenti anginosi, cioè dolore digastrico, dispnea, gonfiore delle gambe. Sono tutti sintomi che possono svelare una patologia cardiovascolare. Così come una cefalea può essere sintomo di ipertensione. Per quanto riguarda lo scompenso cardiaco, la mancanza di forza quando ci si sottopone a uno sforzo anche di lieve entità, il dolore toracico per quanto riguarda la malattia coronarica. Un dolore di origine ischemica va dalla mandibola all'ombelico. Un dolore in qualsiasi zona del corpo compresa in questo settore può essere riconducibile a una patologia cardiovascolare».