Il Comune lo aveva preannunciato in una delle risposte all'Anac. Per accertare quali problemi impediscano il normale funzionamento dell'ascensore inclinato, ormai fermo da tempo, si ricorrerà al tribunale e a un accertamento tecnico preventivo.
È quanto ha deciso la giunta comunale di Frosinone nella seduta del 27 aprile. La giunta ritiene di dover promuovere con urgenza ogni azione per la individuazione delle cause della problematica a tutela dei diritti e degli interessi dell'ente relativamente al rispetto delle obbligazioni contrattuali derivanti dall'aggiudicazione dell'appalto. Infatti, l'appalto per il trasporto pubblico locale, aggiudicato alla Cialone Tour, prevede anche l'impiego del collegamento meccanizzato tra via Moro e piazzale Vittorio Veneto.

Pertanto, in ragione degli interventi che saranno richiesti per la ripresa della funzionalità del servizio, può essere esperito innanzi al tribunale di Frosinone ricorso per accertamento tecnico preventivo, per capire attraverso questo strumento, prima di un eventuale giudizio di merito, se la mancata continuità di funzionamento dell'impianto sia dovuto alla carenza di interventi di manutenzione straordinari da parte dell'appaltatore, prefigurando in tal senso un inadempimento contrattuale. Da qui la scelta di autorizzare il sindaco a stare in giudizio tramite l'avvocatura comunale.

La questione del mancato funzionamento dell'ascensore inclinata è finita al centro della corrispondenza tra l'autorità anticorruzione, e il Comune di Frosinone. Comune che, a ottobre, aveva assegnato 80 giorni alla Cialone per riattivare il collegamento. A sua volta la Cialone, come scrive l'Anac, «avrebbe preso in carico l'impianto con riserva a causa dei vizi strutturali riscontrati nello stesso, ed attivato il servizio a far data dal 18/1/2021. Dopo diversi fermi dovuti ai guasti intervenuti, a detta dell'impresa riconducibili ai vizi strutturali risalenti alla fase di installazione dell'impianto, si è addivenuto alla chiusura definitiva in data 23/4/2021».

Lo scorso febbraio, peraltro, la Cialone rispondeva al Comune con una perizia, firmata dall'ingegnere Claudio Gregori, con la quale si conclude che «i vizi rilevati sono strutturali: di progettazione e di esecuzione e che, pertanto, non possono essere risolti con una normale manutenzione straordinaria». Pertanto, prosegue la perizia, «l'ascensore non può essere messo in funzione senza prima procedere ad un accurato progetto che preveda opere sostanziali e necessarie per eliminare i vizi strutturali di base in modo da poter utilizzare l'ascensore in tutta sicurezza».

A sua volta il Comune, di fronte al rischio di un contenzioso giudiziario dall'esito imprevedibile, riconosceva la necessità di «un ulteriore approfondimento istruttorio» e di procedere, prima ancora del raddoppio della linea (lavori finanziati dal Pnrr) appunto a «un accertamento tecnico prima che i lavori previsti incidano sullo stato dei luoghi e dell'impianto». Al tempo stesso il Comune si è riservata «ogni azione» contro «eventuali altri soggetti nei confronti dei quali dovessero evidenziarsi eventuali responsabilità».