Otto rapine, quattro imputati e una storia che si trascina da oltre 12 anni. E ora sulla banda che assaltava banche e Poste piomba anche la riforma Cartabia.
Ieri, davanti al collegio del tribunale di Frosinone, era in programma la requisitoria bis del pubblico ministero. Lo scorso anno, a maggio, il pm aveva chiesto tre condanne e un'assoluzione, solo che le difese erano riuscite a ottenere di risentire due testi chiave. Espletata quest'ulteriore fase, ieri il tribunale ha concesso un termine, conseguenza della legge Cartabia, per verificare se sussistono le condizioni di procedibilità in ordine ai reati di furto. Le parti offese, infatti, così come prevede la riforma, dovranno eventualmente presentare una querela. Solo dopo averla acquisita o aver preso atto dell'assenza, si potrà procedere, a maggio, con la discussione.

Nel 2022, il pm Vittorio Misiti aveva chiesto la condanna, in continuazione con una precedente, già definitiva, a quattro anni e mezzo (con pena complessiva di dieci anni e dieci mesi in continuazione con l'altra condanna) per Antonio Verdicchio, 62 anni di Frosinone, a quattro anni e mezzo per Gianni Pizzutelli, 47 di Frosinone (pena complessiva nove anni e due mesi con la continuazione) e a quattro mesi per Cosimo Buono, 52 di Arpino (pena complessiva con la continuazione a tre anni). Per Pasquale Cimonte, 51 di Ceccano, invece, era stata sollecitata l'assoluzione. Ma poi si era ritornati alla fase del dibattimento. Da qui la necessità, ora, di una nuova discussione.

All'epoca il pm aveva ritenuto provata l'accusa - sulla base dell'attività condotta dai carabinieri del Nucleo radiomobile e dai poliziotti della squadra mobile di Frosinone - per associazione a delinquere e per le rapine alle Poste di Ferentino il 9 febbraio e il 27 settembre 2010, di Collepardo il 15 maggio, di Pontecorvo il 3 giugno, di Colli a Monte San Giovanni Campano il 3 agosto, nonché alle filiali Unicredit di Frosinone e Paliano il 4 e 5 agosto e della San Paolo di Ferentino del 19 luglio. Parte civile si è costituito per le Poste, l'avvocato Livio Esposito. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Calogero e Antonino Nobile, Armando Pagliei, Tony Ceccarelli e Carla Parmeggiani.