Avrebbe tentato di strangolare la moglie e in un altro episodio le avrebbe gettato addosso l'alcol, cercando di darle fuoco con un accendino. Sotto accusa è finito un sessantenne. Il 14 febbraio la sentenza. Nell'udienza di ieri è stato ascoltato l'ultimo teste della difesa. I fatti contestati risalgono agli anni dal 2017 al 2020. Stando alle accuse nell'autunno del 2017 il sessantenne avrebbe minacciato di morte la moglie e avrebbe tentato di strangolarla, non riuscendo nell'intento per la pronta reazione della vittima che è riuscita a fuggire.

A febbraio del 2020 avrebbe scagliato con violenza il telefono cellulare colpendo la donna sulla testa. Qualche mese dopo l'avrebbe aggredita colpendola con schiaffi sul volto. A maggio, sempre di tre anni fa, avrebbe gettato l'alcol addosso alla moglie e avrebbe cercato di darle fuoco con un accendino. Il sessantenne è finito così nei guai per maltrattamenti in famiglia con l'aggravante di aver commesso il fatto in presenza del figlio minorenne.

L'uomo, difeso dall'avvocato Mario Di Sora, ha sempre respinto le accuse. La difesa, nel corso del processo, ha prodotto documentazione relativa a pagamenti che sarebbero stati effettuati dal sessantenne nel corso del tempo, anche dopo essere stato cacciato di casa, per il sostentamento dei figli. Accusa anche questa che gli era stata mossa dalla moglie, ma anche dai figli ascoltati nelle precedenti udienze.