Acque rosse, istanza al ministero dell'Ambiente. L'ex sottosegretaria al Mite, Ilaria Fontana, ha depositato una istanza affinché si possa conoscere quale «indirizzo intenda procedere per attuare un monitoraggio specifico della zona». La situazione è molto complessa, con la necessità di accelerare e di andare avanti.

«Il fenomeno delle "acque rosse" che interessa la vasta area compresa tra i comuni di Cassino e Sant'Elia Fiumerapido, nelle vicinanze del Fiume Rapido, è una criticità ambientale che impegna dal 2016 le autorità competenti e i Comuni interessati ad analizzare e porre rimedio ad anomale colorazioni di colore rossastro delle acque del fiume, con annesso ritrovamento di fusti interrati lungo gli argini - spiega Ilaria Fontana - L'Arpa Lazio, con una nota del 29 agosto 2017 trasmessa ai carabinieri di Cassino, ha elencato una serie di analisi svolte nel corso del 2016 a seguito di altrettanti sopralluoghi e campionamenti effettuati».

Le analisi sono state effettuate sulle acque superficiali, sulle aree interessate dalla presenza dei fusti interrati nonché sui sedimenti in prossimità dell'area oggetto della criticità al fine di identificare presenza di microfibre. «La continua attività di monitoraggio da parte di Arpa si è resa necessaria a fronte delle microfibre presenti nei liquami, che vista la tipologia ne facevano ipotizzare un'origine di natura industriale o navale.

Le analisi, come riportato da Arpa nella nota 55614 del 2016, hanno riscontrato acque contaminate, individuando elevate concentrazioni di solidi sospesi, Cod, alluminio, ferro, manganese, fenoli e presenza di metalli quali arsenico, cadmio, mercurio, nichel e piombo - argomenta ancora fontana - Nel 2022, a seguito di ulteriori segnalazioni pervenute nel corso degli anni, è stata avviata da parte della sottoscritta in qualità di Sottosegretaria di Stato dell'allora Ministero della Transizione Ecologica una consultazione attraverso tavoli tecnici che hanno coinvolto Prefettura di Frosinone, Azienda Sanitaria Locale, ARPA Lazio e il Reparto Ambientale Marino (Ram) del corpo delle Capitanerie di porto al fine di individuare le azioni da porre in atto per fronteggiare il fenomeno delle "acque rosse». A seguito dei tavoli tecnici, con una nota del 25 marzo 2022 il Ram ha quindi chiesto va all'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) di valutare l'opportunità di un coinvolgimento attraverso la formazione di un team di esperti che, congiuntamente al personale del Ram, potesse a seguito di sopralluogo trarre elementi utili alla definizione dell'origine del fenomeno delle "acque rosse".

«La richiesta del Ram ha prodotto l'avvio di un tavolo tecnico presso Ispra sul fenomeno delle acque rosse per rilevare nuovamente lo stato dei terreni, delle acque superficiali e sotterranee al fine di verificare eventuali origini dovute a valori di fondo naturale o di inquinamento. Considerato che al fine del raggiungimento degli obiettivi circa la qualità delle acque può rendersi utile il coinvolgimento di Ispra richiesto dal Ram al fine di determinare valori di fondo naturali e attuare ulteriori attività congiunte di sopralluoghi e campionamenti per monitorare con maggiore frequenza lo stato della qualità delle acque superficiali e sotterranee, si chiede quali siano gli esiti del tavolo tecnico e come il Ministro in indirizzo intenda procedere per attuare un monitoraggio specifico della zona per assicurare il raggiungimento degli standard minimi di qualità delle acque e la fonte dell'inquinamento nell'area in oggetto, anche attraverso tavoli di concertazione con la Regione Lazio».