Il prezzo pattuito per le dosi di coca già prese non andava più bene. L'inflazione, l'aumento del costo del carburante, un ricalcolo in cui c'entrava, evidentemente, anche la guerra in Ucraina, la pandemia in ripresa e qualche spesa non dichiarata avevano "determinato" un rincaro senza precedenti: così dalla somma iniziale (quella effettiva della cocaina ordinata) si era arrivati a un ammontare di oltre 10.000 euro. Somma che l'acquirente non aveva né poteva avere. Ecco perché, stando a quanto ipotizzato dai carabinieri di Aquino, in tre avrebbe messo alle strette il consumatore. E dalle minacce verbali sarebbero passati ai fatti.

A finire nei guai, destinatari di un provvedimento della procura di Cassino, sono stati in tre, residenti tra Aquino e Castrocielo: due ventenni, studenti universitari irreprensibili e incensurati. E un quarantenne, la cui posizione è stata ritenuta di minore gravità: per quest'ultimo (assistito dall'avvocato Risi), infatti, la procura ha disposto l'obbligo di presentazione alla pg. Per i ventenni Luigi Magliulo e Lorenzo Marsella, invece, la misura è stata quella dei domiciliari.
Tutti dovranno rispondere, in varia misura, di estorsione aggravata, rapina, vendita e cessione di droga, lesioni personali. Per loro l'interrogatorio di garanzia è atteso martedì, data in cui potranno chiarire le singole posizioni e l'estraneità alle accuse.

Le accuse
Le ipotesi accusatorie sostanziate da un'attenta attività di indagine, guidata passo passo dagli uomini coordinati dal luogotenente Sergio Parrillo della stazione di Aquino, hanno trovato pieno accoglimento nella magistratura di piazza Labriola. Che nelle scorse ore ha emesso i provvedimenti. In base a una prima ricostruzione dei fatti, a far scattare nella vittima la forza di denunciare darebbe stata l'ennesima violenza avvenuta in strada nel novembre del 2022. Una brutale aggressione che avrebbe dovuto spingere l'acquirente a pagare l'ingente somma di denaro richiesta - 10.000 euro - a fronte della consegna nei mesi precedenti di alcune dosi di droga. Un prezzo lievitato arbitrariamente (sostengono gli inquirenti), tanto da sostanziare l'ipotesi di estorsione.

La vittima sarebbe stata circondata da un gruppo di giovani che lo avrebbero pestato chiedendo il denaro: da quella terribile situazione, però, il ragazzo sarebbe riuscito a fuggire rifugiandosi in un'abitazione. È stato il proprietario della stessa, allarmato, a chiamare i militari della stazione di Aquino permettendo così agli uomini dell'Arma di entrare in azione. All'arrivo della pattuglia i coinvolti erano già fuggiti ma, nella stessa sera, veniva bloccato uno dei coinvolti nel raid punitivo. Non solo.
Dalle verifiche i carabinieri avrebbero anche scoperto che alcuni dei coinvolti - sempre per le stesse motivazioni - avrebbero pure preso con la forza il cellulare del ragazzo, risultando così accusati anche di rapina oltre che di lesioni e di estorsione.

L'attività di indagine svolta dagli uomini della stazione di Aquino - della Compagnia di Pontecorvo (guidata dal capitano Taglietti e dal tenente Fava) - grazie anche all'utilizzo di intercettazioni telefoniche, ha posto l'accento pure su un altro aspetto. Affatto secondario, nelle valutazioni del gip. «A conferma della pericolosità da parte del gruppo è emerso che uno dei giovani indagati, nel corso delle festività natalizie in un locale di Cassino, era stato coinvolto in una lite con altri ragazzi nel corso della quale, avendo avuto probabilmente la peggio, aveva effettuato una chiamata a un proprio familiare paventando, a quest'ultimo, per la discussione poco prima avuta, l'uso di armi da fuoco» spiegano dal Comando provinciale dei carabinieri.
Un passaggio, quello legato persino alla volontà di ricorre alle armi per "sistemare i conti", che fa tornare alla mente la maxi inchiesta della "Storia Infinita".