"Semi di comunità energetiche rinnovabili a Frosinone".
Si intitolano così le proposte che il circolo cittadino il Cigno di Legambiente ha lanciato alle amministrazioni comunale e provinciale di Frosinone. L'obiettivo è sfruttare l'opportunità di coprire la totalità degli spazi dei tetti degli edifici pubblici con pannelli solari. Legambiente ha censito diversi stabili, prevalentemente scuole ed impianti sportivi, senza tralasciare la casa circondariale. «Nel corso del convegno "Sole, Energia e Amore!"- scrive il presidente del circolo Stefano Ceccarelli - abbiamo reso noti i risultati di una ricognizione effettuata sulle coperture di edifici pubblici a Frosinone.Ogni superficie individuata può costituire il seme di altrettante comunità energetiche rinnovabili da svilupparsi nelle aree circostanti, per contrastare la crisi climatica "dal basso", contribuire alla decarbonizzazione dell'economia cittadina e aiutare le famiglie in condizioni di povertà energetica».

Così Legambiente ha selezionato alcuni siti, «invitando gli amministratori pubblici a proseguire nel confronto intrapreso e a lavorare insieme per realizzare gli impianti e promuovere la nascita delle comunità». La prima proposta riguarda l'edificio della scuola primaria Maiuri di viale Tevere. Lì già c'è - ricorda Legambiente - un impianto con potenza di 20 kWp. «Con una superficie disponibile di 750 metri quadrati su tre aree - è la proposta di Legambiente - si potrebbero installare fino a 65 kWp aggiuntivi, conuna producibilità di 78.000 kWh annui».

L'ultimo suggerimento in ordine di tempo riguarda, invece, la scuola media ex Ricciotti. «C'è già un piccolo impianto di qualche kWp di potenza - emerge dallo studio - Tetto spiovente verso nord, 4 aree utilizzabili, circa 1.650 metri quadrati di superficie utile: potrebbero essere installati fino a 130 kWp. L'impianto potrebbe produrre 156.000 kWh annui. Davvero niente male». Sempre nelle scuole, un altro sito è la scuola media Aldo Moro, «dove c'è già un piccolo impianto da 15-20 kWp. Ci sono due aree disponibili di 600 e 500 metri quadrati, dove si potrebbe installare un impianto da 100 kWp, che potrà produrre 125.000 kWh annui». Nel mezzo altre opportunità, a partire dalla copertura dell'istituto superiore Brunelleschi-Da Vinci.

«Fra le strutture scolastiche oggetto della nostra ricognizione, abbiamo individuato un sito di particolare rilevanza in cui installare un impianto fotovoltaico: è l'Iis Brunelleschi di via Piave, gestito dall'amministrazione provinciale - prosegue l'analisi - Tetto piano verso sud-est, 4 zone utilizzabili per circa 1.350 metri quadrati di superficie utile: potrebbero essere installati circa 140 kWp; l'impianto potrebbe produrre circa 189.000 kWh annui, pari al fabbisogno di più di 50 famiglie. Lanciamo la palla al nuovo presidente della Provincia Luca Di Stefano: non le sembra una buona idea?». Legambiente ha dedicato un capitolo anche alla casa circondariale di via Cerreto, «una grande struttura dal rilevante potenziale, di proprietà del ministero della Giustizia - afferma Ceccarelli - Ci sono superfici ampie, si potrebbe installare un impianto da 200 kWp; il progetto avrebbe anche una valenza etica destinando parte degli incentivi destinati dalla legge alle comunità energetiche a progetti di reinserimento sociale dei detenuti.

Sottoponiamo l'idea alla direzione del carcere, con cui il nostro circolo ha instaurato una proficua collaborazione». Un altro capitolo, invece, riguarda alcune strutture sportive «meritevoli di attenzione per il contributo che potrebbero fornire alla decarbonizzazione dell'economia cittadina». Una di queste è lo stadio del nuoto, al Casaleno, «dove si potrebbe installare un grande sistema solare termico in modo da ridurre i costi di gestione della piscina. Tendiamo infatti a concentrarci sull'elettrico trascurando il vettore termico». Vicino allo stadio del nuoto c'è il palazzo dello sport in zona Casaleno: «due falde utilizzabili a sud-est di 730 metri quadrati e a sud-ovest di 270 metri quadrati; considerando esposizione e inclinazione si potrebbero installare circa 160 kWpcon una producibilità di 200.000 kWh annui».

Legambiente osserva che «in Germania le rinnovabili nel 2022 sono arrivate quasi al 50% dell'elettricità grazie soprattutto all'incremento del fotovoltaico. Una parte non trascurabile del fotovoltaico tedesco è stata installata più di dieci anni fa su superfici precedentemente adibite ad uso militare. Nel frattempo, nel Paese del Sole dove la gente è alle prese con le bollette alle stelle, ancora qualcuno si scandalizza se si propone un parco solare in una superficie come quella dell'aeroporto Moscardini, che più idonea non si può».