L'ospedale "Spaziani" di Frosinone si rafforza con nuovi servizi - e migliora quelli esistenti - e procede a grandi falcate verso il riconoscimento del Dea di secondo livello. Un cambiamento fondamentale per la sanità della provincia, che punta all'eccellenza, soprattutto in ambito di emergenza e urgenza. L'ospedale del Capoluogo ha fatto un importante passo verso la trasformazione in Dea di secondo livello lo scorso aprile, con l'approvazione della determina della direzione regionale "Salute e integrazione sociosanitaria" per le modifiche parziali dell'atto aziendale della Asl. Oggi la realizzazione di quella che soltanto pochi anni fa poteva sembrare una chimera per la sanità ciociara è sempre più tangibile.

Iniziati alcuni mesi fa, i lavori per l'ampliamento della terapia intensiva e per la nuova unità di trattamento neurovascolare (Utn), stanno in questi giorni volgendo al termine, mentre si sta lavorando anche su un altro piano per la realizzazione di venti posti di degenza semi-intensiva. Ma non sono gli unici interventi in corso nel presidio di Frosinone. Sono da poco stati avviati, e procedono speditamente, i lavori per risolvere le criticità del pronto soccorso, che, come spiega il direttore generale della Asl di Frosinone Angelo Aliquò, è stato completamente ripensato per poter gestire le emergenze e garantire assistenza, come deve essere, anche a grandi flussi di persone.

«È per questo - spiega Aliquò - che in un pronto soccorso non ci si può permettere di utilizzare stanze da un posto o due, come avviene attualmente, a meno che non ci siano pazienti infettivi, per i quali sarebbe comunque preferibile un unico luogo adibito alla loro osservazione. Di qui - aggiunge - la necessità di creare queste sale di osservazione breve intensiva. La prima è stata realizzata in una settimana, mettendo in funzione i prefabbricati che erano stati posizionati davanti al pronto soccorso ma mai utilizzati, per permettere l'attesa dei parenti». E quella che prima era adibita a sala d'attesa per i familiari è stata trasformata in sala per l'attesa dei pazienti in barella.

Un'altra grande novità del pronto soccorso, probabilmente la più importante, è il cambio di accesso alla cosiddetta sala rossa, che sarà diretto dall'esterno. Un problema dell'attuale organizzazione degli spazi, infatti è che con un'emergenza in corso, il paziente in barella portato dall'ambulanza deve attraversare un corridoio pieno di gente per raggiungere la sala di emergenza. «Non può funzionare così. Il codice rosso deve raggiungere subito la sala rossa, senza passare in mezzo agli altri malati, che comunque non dovrebbero stare nei corridoi», sottolinea Aliquò, ricordando quello che rappresenta un grave problema dell'attuale punto di primo soccorso dello "Spaziani" al quale gli interventi in corso vogliono porre rimedio.

Molti pazienti che dovrebbero essere spostati nei reparti, infatti, non solo restano in pronto soccorso, ma addirittura nel corridoio. Il direttore generale spiega anche che dove ci sono attualmente tre salette rosse «che non hanno motivo di essere organizzate in questo modo» ci sarà un altro punto di osservazione breve-intensiva, che permetterà di controllare con uno o due infermieri tutti i pazienti. Contestualmente si sta lavorando per aumentare i posti letto per i ricoveri, utilizzando i reparti di neurologia e di gastroenterologia.

«Ricoverare un paziente gastroenterologico nel reparto dedicato - spiega il direttore generale - significa liberare posti in quello di medicina, dove deve andare la maggior parte dei pazienti di pronto soccorso, che». Un passaggio, questo, che permetterà, quindi, non solo di offrire ai pazienti un'accoglienza migliore e cure adeguate, ma anche di alleggerire la pressione sul pronto soccorso e liberare gli ormai tristemente famosi corridoi.