Non denuncia il compagno per paura che possa tornare in carcere e il figlio cresca senza la presenza dell'altro genitore. Tiene tutto dentro, ma i segni sono evidenti sul suo volto. A chi le chiede come li avesse procurati dice che ha sbattuto o è caduta. Anche quando intervengono le forze dell'ordine, contattate da familiari durante alcune delle loro liti, resta in silenzio. Non lo querela. Poi, dopo un altro episodio di violenza, con un nuovo intervento dei militari, riesce a dire basta.

Per poi ripensarci poco dopo, ritirando la querela. Questa volta, però, trattandosi di un reato perseguibile d'ufficio, lui, un quarantenne di Ferentino, finisce sotto accusa per maltrattamenti in famiglia. L'uomo è stato allontanato da casa e non potrà più avvicinarsi alla compagna. Nei giorni scorsi è stata emessa l'ordinanza di misura cautelare personale. Il ferentinate si è rivolto all'avvocato Mario Cellitti.

La ricostruzione
Stando alle accuse, il quarantenne ha maltrattato più volte la compagna, aggredendola anche con calci e pugni. Discussioni spesso sfociate per la gelosia di lui. Sosteneva che la compagna avesse una storia con un altro uomo. Circostanza smentita. Ogni comportamento della donna risultava strano al convivente. La accusava di spendere soldi in più, di fare la doccia in determinate ore e di fare chat erotiche per rimediare soldi per la famiglia. In un episodio l'avrebbe spinta facendola cadere per le scale. Pugni e calci che le hanno lasciato, spesso, segni evidenti sul volto, ma lei ha sempre nascosto la verità. Sosteneva che le aggressioni fossero reciproche. Fino a quando nell'ultimo episodio di violenza, davanti alle evidenti percosse sono venute fuori anche le precedenti violenze. La donna però, dopo ‘il pentimento' del compagno e sostenendo di agire sempre per il bene del figlio minorenne, per non farlo crescere senza il padre accanto, ha ritirato la querela. Ma la denuncia è proseguita d'ufficio. Per il ferentinate, pertanto, è stato disposto il divieto di avvicinamento alla compagna e ha dovuto lasciare la casa in cui vivevano insieme al loro figlio.