Primo consiglio comunale dei ragazzi giovedì mattina in sala consiliare. Il baby sindaco è Giulia Porretta, alunna della terza media del secondo istituto comprensivo di Sora, futura studentessa di liceo classico. Eletta presidente dell'assise, dopo tre votazioni, Greta Iarusci. I consiglieri sono: Eleonora Bastardi, Andrea Benacquista, Giovanna Bovino, Federico Dell'Unto, Diana Francesco, Brandon Facchini, Francesco Ferri, Carla Pilar Iafrate, Giorgia Lilla, Massimo Marcelli, Pierfrancesco Meglio, Giulia Romana Messercola, Emanuele Rotella, Ilaria Saracino e Lorenzo Viscogliosi.

«Sono entusiasta e carica di responsabilità, ma fiduciosa nel lavoro di tutti i consiglieri e mio personale - sono state le prime parole del baby sindaco - Ringrazio soprattutto chi mi ha eletto perché ha riposto fiducia in me. Mi piacerebbe migliorare Sora e avvicinare i ragazzi alla cultura, credo molto nel principio di cittadinanza attiva, la partecipazione dietro le quinte di una città che si muove».

Soddisfatto Francesco Monorchio, che da delegato ha curato la rinascita del Consiglio dei ragazzi dopo tanti anni: «Abbiamo centrato come squadra un obiettivo. I ragazzi potranno essere in campo grazie a questo importante strumento che per tre lustri è stato abbandonato. Cercheremo di avvicinare i ragazzi alla vita amministrativa». «Siamo contenti che la campagna elettorale sia stata così competitiva - gli ha fatto eco la delegata all'istruzione Francesca Di Vito - Il nostro intento è questo: dove noi non arriviamo, ci saranno loro a darci una mano».

Il sindaco Luca Di Stefano si è congratulato con tutti i ragazzi eletti e con la sua giovanissima "collega": «È una bellissima iniziativa realizzata grazie all'impegno dei consiglieri Monorchio e Di Vito. Entreremo nelle scuole per ricreare quel rapporto tra istituzioni e ragazzi che mancava». Commossi nel vedere Giulia, la loro unica figlia, con la fascia tricolore, mamma Maria Antonietta e papà Paolo hanno confidato: «Giulia è una ragazza semplice, acqua e sapone, modesta. Ci auguriamo che questa possa essere per lei un'esperienza, a prescindere da un possibile futuro politico».