Nella sentenza sui debiti del Comune nei confronti dell'ex gestore del servizio di trasporto urbano Geaf c'è un giallo. È quello dell'effettiva destinazione dei fondi pubblici, erogati dalla Regione per lo svolgimento del servizio.
Il giudice civile Simona Di Nicola ha condannato, in via indiretta, il Comune di Frosinone a pagare alla Geaf 205.463 euro che più spese e interessi ammonterebbero a circa 400.000 euro. Condannato a pagare è stato l'ex dirigente alla Mobilità Claudio Ferracci ma, al tempo stesso, il Comune dovrà rifondere a quest'ultimo quanto corrisponderà alla Geaf.

Nelle motivazioni della sentenza, il magistrato scrive: «Giova precisare che non rientra nel perimetro di questa cognizione e di indagine del tribunale nel presente giudizio quale sia stata la destinazione effettiva delle erogazioni della Regione Lazio a fronte del pacifico mancato pagamento in tutto o in parte delle fatture azionate dalla Geaf; quel che rileva è l'accertamento del mancato rispetto delle procedure di evidenza pubblica contabile e delle sue conseguenze, osservato che le disposizioni che vietano ai Comune di effettuare qualsiasi spesa in assenza di impegno contabile registrato sul competente capitolo di bilancio di previsione, trovano applicazione anche quando la spesa del Comune sia interamente finanziata da altro ente pubblico, dovendo in tal caso aver luogo inoltre la verifica della copertura della spesa nel bilancio dell'ente finanziatore, mediante idonea documentazione acquisita dall'amministrazione comunale».

Tanto più che l'erogazione dei fondi al Comune per il servizio di trasporto pubblico locale «è avvenuta integralmente» per gli anni 2009-2010-2011, sui quali si è sviluppato gran parte del contenzioso. «Addirittura per l'anno 2009 le somme erogate sono state superiori nell'importo al corrispettivo pattuito».
Ma non solo, nella sentenza, si rimarca un altro aspetto. Il consulente tecnico d'ufficio, chiamato a far chiarezza sulle fatture richieste in pagamento dall'impresa di trasporto, ha evidenziato «la lacunosità della documentazione versata in atti e anche a fronte delle reiterate richieste di integrazione avanzate nei confronti del Comune di Frosinone, a ciò autorizzato ai dell'art. 198 c.p.c., ha concluso di non potere affermare che per le fatture azionate da Geaf sussiste alla data di genesi del rapporto - laddove le appendici al contratto di servizio di Tpl del 18.3.1999 numeri 8,9, 10 e 11 che hanno riguardo al periodo di interesse, sono state sottoscritte tutte dall'architetto Claudio Ferracci - fosse sussistente la copertura finanziaria».

Per il giudice, «neppure rileva che la copertura finanziaria di fatto esistesse, almeno in parte e nei limiti dei mandati di pagamento di volta in volta emessi, provvisti o meno che fossero del visto di regolarità contabile sottoscritto dal funzionario responsabile», accertato pure che «per i pagamenti che sono stati di volta in volta effettuati dal Comune» sono «stati attinti fondi da altri capitoli di spesa e relativi ad anni di esercizio diversi». Il giudice aggiunge: «Ciò che rileva secondo la normativa... è che sussistesse, o meglio che fosse provata l'esistenza, di una determina di impegno di spesa per il servizio espletato da Geaf con la relativa annotazione nel bilancio programmatico dell'ente con conseguente attestazione di copertura finanziaria ai sensi dell'art. 152 comma 5 Tuel. In difetto la procedura risulta inficiata perché... stabilisce che gli enti locali possono effettuare spese solo se sussiste l'impegno contabile registrato sul competente programma del bilancio di previsione e l'attestazione della copertura finanziaria».

E ancora: «In difetto, trova applicazione il comma quarto di tale norma, per cui ove vi sia stata l'acquisizione di beni e servizi senza l'approvazione dell'impegno contabile, il rapporto obbligatorio intercorre, ai fine della controprestazione, tra il privato fornitore e l'amministratore, funzionario o dipendente che hanno consentito la fornitura». Tuttavia, alla fine pagherà il Comune di Frosinone in quanto «è pacifico che delle prestazioni di sevizio rese dal fornitore e gestore di trasporto locale si sia avvantaggiato proprio e soltanto l'ente, il quale ha acquisito il risultato delle attività espletate».
Nel procedimento la Geaf è stata assistita dall'avvocato Fabrizio Faustini, il Comune da Andrea Ruffini, i dirigenti comunali Francesco Acanfora e Claudio Ferracci da Calogero Nobile, Domenico Marzi e Andrea Ranalli.