Le motivazioni della sentenza del processo di primo grado sull'omicidio di Serena Mollicone erano attese per lo scorso 15 ottobre. Poi la richiesta di proroga e lo slittamento che ha proiettato il deposito a ieri, data in cui scadevano i termini formali. Niente, nessun deposito e nessuna comunicazione. Quindi, tecnicamente, ogni giorno da oggi potrà essere utile. Ma al di là dei tecnicismi legati al successivo appello, la lettura delle motivazioni della sentenza è un passaggio atteso da tutti per capire come la Corte d'assise abbia valutato e ponderato prima di dare lettura del dispositivo - lo scorso 15 luglio - nei confronti di tutti gli imputati.

Ricordiamo che il primo grado del processo aperto sulla morte di Serena Mollicone si è concluso con una sentenza di assoluzione per tutti gli imputati: l'ex maresciallo Franco Mottola, la moglie Anna Maria e il figlio Marco assolti per insufficienza di prove. Vincenzo Quatrale (che di anni ne ha attesi cinque) e Francesco Suprano perché il fatto non sussiste. La notizia di un ulteriore slittamento del deposito, così come era accaduto a ottobre, ha scatenato molte reazioni, soprattutto sui social. Come sempre equilibrate le difese: quelle di parte civile, esattamente come tre mesi fa, hanno preferito non commentare. Concordi quelle degli imputati sul fatto che questo ulteriore ritardo sia sinonimo di serietà da parte della Corte, ancora al lavoro.

«Un passaggio importante e certamente lungo. Un lasso di tempo che a mio avviso è indicativo di un lavoro accurato, utile anche per il giudizio di appello - ha commentato l'avvocato del pool delle difesa dei Mottola, Mauro Marsella - Ci attendiamo delle ottime motivazioni. Le sentenze non hanno un termine perentorio per essere depositate - aggiunge - quello stabilito serve solo a dire che l'impugnazione della sentenza decorre dallo scadere dei 90 giorni». Dello stesso avviso l'avvocato Francesco Germani, sempre della famiglia Mottola: «Non faccio nessuna lettura dello slittamento, capita spessissimo che i giudici chiedano proroghe o vadano oltre.

Siccome è una sentenza piuttosto complessa, i giudici vogliono certamente argomentare in modo puntuale. Non viene leso alcun diritto, attendiamo». «Non ci sorprende molto. Certamente una prima proroga era prevedibile vista la complessità del processo - hanno dichiarato gli avvocati Candido e D'Arpino, difensori di Quatrale - Stessa considerazione per questo ulteriore sforamento: le sfaccettature sono state moltissime. La meticolosità della Corte fa comprendere questo allungamento». «Per noi è sinonimo di grande impegno e di serietà assoluta da parte dei giudici» ha commentato l'avvocato Cinzia Mancini, in co-difesa con Emiliano Germani per Suprano.