Ruba un camion carico di calcinacci da un'azienda di San Giorgio a Liri e prova a farla franca. I carabinieri notano di notte il giovane a bordo del camion e fiutano uno strano nervosismo. Così decidono di approfondire e salta fuori che il giovane rumeno residente nel Cassinate, già noto alle forze di polizia, aveva rubato poco prima un mezzo da lavoro con tutto il materiale ancora da smaltire. Il giovane finisce nei guai per furto aggravato e per lui scatta l'obbligo di presentazione alla pg. Obbligo che, però, non rispetta e finisce ai domiciliari.

Si è tenuta martedì l'udienza davanti al giudice Cerase del Tribunale di Cassino a carico del trentenne assistito dall'avvocato Danilo Dipani. Un procedimento aperto con la richiesta di giudizio abbreviato. Ma vista la volontà della persona offesa di non sporgere denuncia - avendo di fatto riacquisito i beni sottratti - proprio in virtù delle novità introdotte dalla cosiddetta riforma Cartabia è stata dichiarata la perdita di efficacia della misura cautelare degli arresti domiciliari con la liberazione immediata dall'arrestato.

La querela di parte, infatti, risulta un requisito necessario per questa tipologia di reato dopo l'introduzione della riforma della giustizia Cartabia. Alcuni reati, come il furto - appunto - non sono più perseguibili d'ufficio. Una modifica che ha di fatto messo in apprensione il sistema giudiziario con l'evidente esclusione di alcune fattispecie dai reati per i quali si procede d'ufficio (senza bisogno della denuncia da parte della vittime). E che continua a dividere avvocati e magistrati.

Tra le novità contenute nel decreto legge del 10 ottobre 2022, numero 150 (di attuazione della legge delega 134 del 2021 (ovvero la "riforma Cartabia"), anche l'estensione del novero dei reati procedibili a querela della persona offesa. Una scelta pensata per l'efficacia e l'efficienza della giustizia penale, che è stata prevista allo scopo di introdurre un "filtro" - come viene esplicato nella relazione illustrativa al decreto 150/2022 – per «selezionare i casi nei quali sia effettivamente necessario l'intervento del giudice penale e così contribuire all'obiettivo di ridurre il numero dei procedimenti». La procedibilità a querela è prevista anche per lesioni personali colpose stradali gravi o gravissime, se non ricorrono circostanze aggravanti; lesioni personali dolose; sequestro di persona non aggravato; violenza privata; violazione di domicilio e truffa.