Il progetto Sprar ereditato dall'amministrazione precedente non convinceva. Così la nuova si interessò a quelle che definiva «anomalie sulla gestione». A raccontare molti dettagli in qualità di testimone dell'inchiesta "Welcome to Italy" - aperta sui fondi destinati a vestire, nutrire e istruire i richiedenti asilo; destinati invece, secondo le accuse (tutte da dimostrare) a ben altre attività - è un medico, amministratore in Molise. L'inchiesta, lo ricordiamo, puntò i fari su cibo scarso e pulizie insufficienti, con 22 imputati chiamati a risponderne a vario titolo tra imprenditori e noti politici.
Insieme al medico sono stati ascoltati altri amministratori, funzionari, militari del Nas ed esponenti della Prefettura.

Il teste ha raccontato di fatture - come quelle relative a visite mediche - di cui non si riusciva a conoscere i dettagli o dei soldi non dati agli ospiti, come riferito dagli stessi. «Erano "prigionieri della struttura" se non potevano prendere neppure un pullman per andare dalla collina a Isernia» racconta ancora. Nessun servizio mensa né viaggi o gite. Quando gli amministratori di allora chiesero ai gestori delle coop di pagare con regolarità e più dignitosamente le operatrici ci fu il crack. Forti le contestazioni delle difese sulle dichiarazioni rese, sullo sfondo - nel controesame - pure dissapori politici.

Ma a raccontare di contrasti è stata anche una funzionaria della Regione, allora consulente delle coop: «Avevo notato un distacco tra la rendicontazione e il progetto come se si lavorasse a compartimenti stagni, invece secondo me ci voleva più uniformità. Era stata indicata una doppia rendicontazione: nella rimodulazione del piano mi ero resa conto che in quello consegnato al servizio centrale non erano stati considerati alcuni punti che avevo sollevato sulle uscite. E nacquero dei contrasti - spiega la teste - mi venne detto che ignoravo molte cose, e da allora non ho piu avuto rapporti». Ascoltati anche militari del Nas che fecero accessi nelle strutture ed esponenti della Prefettura. Si torna in aula - gli avvocati Salera, Marandola, Cuozzo, Corsetti, Vellucci, Di Mascio, Sgambato, Pollino, Di Sotto, Buzzacconi, Messore sono già schierati - il prossimo 7 febbraio per 3 testimoni del pm e 4 di parte civile. Poi, ancora, eventuali imputati.