Due bare, una accanto all'altra, con sopra rose rosse. Davanti una foto che le ritrae insieme, abbracciate, con il loro indimenticabile sorriso. Un dolore grande. Molti volti rigati dalle lacrime. Tantissimi fiori per l'ultimo saluto a Rossella Boi e a Sara Palmiero, madre e figlia, morte lo stesso giorno all'ospedale di Frosinone. Palloncini bianchi lasciati volare in cielo in onore di due donne straordinarie. Ieri pomeriggio si sono svolti i funerali della settantottenne e della quarantasettenne decedute sabato scorso a poche ore di distanza.

Il rito funebre è stato officiato dal parroco don Fabio. Numerose le persone che hanno portato l'ultimo saluto alle due donne nella chiesa del Sacro Cuore. Presenti anche rappresentanti della polizia, colleghi del compagno di Sara. Vicinanza, inoltre, dal mondo dello sport: la quarantasettenne per anni è stata un arbitro.

Nell'omelia don Fabio ha sottolineato come la presenza di Dio «in questo momento di atroce dolore, diventa per noi buon pastore e ci prende per mano e ci guida per attraversare questa parte oscura, perché il suo impegno per ognuno di noi è quello di portarci verso pascoli erbosi e acque tranquille. È quello di riempire la nostra vita con la comunione e amicizia con Lui, accogliendoci a braccia aperte quando passiamo questo spazio dalla vita terrena per entrare nella vita eterna dove con Lui vivremo per sempre».

Il parroco ribadendo che la morte non ha spiegazione, appartiene alla nostra vita e che tante volte ci lascia senza parole per le modalità con cui colpisce l'esistenza delle persone «quello che ci tiene fermi e sicuri è che niente, neanche la morte, spezzerà questa comunione di amore con il Signore e le persone a cui vogliamo bene. Rossella e Sara, insieme, continuano questa esperienza di ingresso alla vita eterna».

Don Fabio ha invitato a pregare per le due donne e a chiedere la forza non solo di elaborare il momento di dolore, ma di continuare a vivere con impegno la nostra vita verso l'eternità «dove non ci sarà più lutto, né lacrime, dolore, pianto, ma il Signore che oggi ci abbraccia tutti e conforta il nostro dolore. Tra le braccia della Madonna anche noi oggi vogliamo trovare riparo nella sua vicinanza, vogliamo trovare conforto e nella sua presenza il sostegno perché la morte non sia l'ultima parola sulla vita dei nostri cari. Custodiremo al cimitero le spoglie dei nostri cari, ma ricordiamoci sempre che loro vivono in Cristo e attorno all'altare ogni volta celebriamo la santa messa sono presenti».